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1000 euro di contributo per chi avvia l’eCommerce, Governo e imprese sempre più distanti

Nella bozza del Decreto Sviluppo previsto un contributo ridicolo per chi intende internazionalizzare il proprio business tramite la rete. L'esecutivo dei tecnici dimostra di essere anni luce dalle necessità delle imprese italiane.

1000 euro di contributo per chi avvia l'eCommerce, Governo e imprese sempre più distanti.

Si tratta solo di una bozza che non ha ancora passato il vaglio del primo Consiglio dei Ministri ma se alcuni punti riportati nella prima stesura del Decreto Sviluppo (qui il link al pdf integrale) dovessero essere confermati, l’esecutivo dimostrerebbe di non aver compreso per nulla le necessità delle piccole e medie imprese italiane. Nel capitolo dedicato all’”Internazionalizzazione, commercio elettronico e tutela dell’ambiente” infatti, sono previste alcune misure come l’assegnazione di un contributo di 1000 euro (mille, avete letto bene) per le micro e piccole imprese che “avviino, per la prima volta, l’attività di commercio elettronico inteso come transazioni via Internet di beni e servizi, realizzate in proprio o attraverso la costituzione di consorzi o raggruppamenti di imprese“.

La ricetta per la nascita e la crescita di nuove startup, secondo il Ministro Passera, consiste quindi in un obolo da versare a chi decide di avviare una propria piattaforma di eCommerce, una cifra talmente irrisoria da non coprire nemmeno i costi tecnici per la realizzazione di un portale di vendita online. Eppure il Ministro dello Sviluppo si è potuto avvalere di una task force istituita appositamente per monitorare le necessità e gli interventi più urgenti per le giovani imprese, a cui si è affiancata l’ormai scomparsa “cabina di regia“, senza dimenticare le numerose manifestazioni come quella che si è svolta presso H Farm in cui Passera ha incontrato il mondo dell’imprenditoria di nuova generazione.

Se il risultato di queste concertazioni si riassume in un risibile contributo economico, vuol dire che qualcosa non è andata come doveva. Difficile pensare che nelle istanze inviate di continuo da parte delle startup al Governo vi sia questa pressante richiesta di un micro-contributo economico per sbarcare in rete, ancora più ridicola appare l’ipotesi che questo genere di intervento possa davvero agevolare il lancio e la sopravvivenza delle nuove imprese. Senza voler peccare di malignità, si ha come l’impressione di trovarsi di fronte all’ennesimo provvedimento di facciata, di quelli utili per sbandierare ai quattro venti “gli aiuti alle imprese”, che tanto appeal hanno nelle conferenze stampa.

Il mondo delle aziende è sempre più lontano, i bisogni vengono pedissequamente ignorati e mentre il sistema Italia affonda nelle lungaggini burocratiche, nei costi di avvio di un’impresa (davanti ai quali i mille euro del Governo sembrano ancora meno), in un impianto legislativo lento e farraginoso, l’esecutivo mette in tavola una serie di interventi inutili mostrandosi del tutto ottuso a qualsiasi reale cambiamento.

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