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Convention ricca di sorprese e novità quella organizzata ieri da Confindustria Digitale; dopo che il Popolo della Libertà ha colto l'occasione per annunciare la sua proposta di legge relativa all'Agenda Digitale Italiana, è toccato al Ministro Passera comunicare importanti novità per il futuro delle nuove imprese. Come nel caso della proposta del partito di Alfano, anche l'intervento del Ministro è stato incentrato principalmente sulle startup e sul pacchetto di interventi che il Governo intende promuovere entro giugno, Digitalia. Un pacchetto definito dallo stesso Passera “di spinta” contenente misure fiscali, amministrative, di semplificazione burocratica oltre ad incentivi e sostegni. Il Ministro ha però ricordato come le norme siano utili a migliorare la condizione attuale ma non sufficienti per uno sviluppo efficace. Ecco perchè accanto al pacchetto Digitalia Passera ha deciso di affiancare una Task Force che avrà il compito di analizzare e individuare le misure da attuare per rendere l'Italia startup-friendly.

I componenti, scelti tra esperti di riconosciuta competenza nel settore sono:

  • Paolo Barberis
  • Selene Biffi
  • Giorgio Carcano
  • Annibale D’Elia
  • Luca De Biase
  • Andrea Di Camillo
  • Riccardo Donadon
  • Alessandro Fusacchia (consigliere del Ministro Passera e coordinatore della Task Force)
  • Mario Mariani
  • Massimiliano Magrini
  • Enrico Pozzi
  • Giuseppe Ragusa
  • Donatella Solda-Kutmann

Come segno di totale trasparenza, sulla pagina del sito del Ministero dello Sviluppo Economico in cui è stata comunicata l'istituzione della Task Force verranno aggiunti i curricula dei componenti. Una formalità quasi superflua, visto che i nomi di questo team sono più che noti nell'ambiente delle (più o meno) giovani startup. Uno di loro, Riccardo Donadon, ha annunciato la costituzione ieri di Italian Startup, una nuova piattaforma che punta a costituire una vera e propria lobby delle giovani imprese e a collaborare accanto all'azione del Governo per promuovere i seguenti punti;

  • Detassazione delle operazioni di investimento in Startup e/o di operazioni di fusioni e acquisizioni aventi come target startup italiane;
  • deroga alle normative di Testo Unico Finanziario (TFU) e Bancario (TUB) e ai regolamenti di Banca d’Italia per mini-SGR che intendono esclusivamente gestire e/o già gestiscono fondi che investono in startup;
  • deroga al TUF per permettere la raccolta di capitale attraverso crowdfunding fino a un massimo di 300 mila euro senza dover applicare la normativa sulla raccolta del risparmio ai sensi del TUF;
  • creazione di un sistema di “Safe Harbor” in modo tale che per i primi tre anni dalla costituzione di una startup la stessa sia soggetta unicamente al codice civile, il codice penale e alcune leggi tassativamente indicate (es: leggi per la tutela della salute e della sicurezza, leggi ambientali…);
  • Annullamento, per i primi tre anni dalla costituzione della startup, di costi e adempimenti burocratici camerali (anche rivedendo il sistema di funzionamento e governance delle SRL). Sostituzione degli adempimenti burocratici con semplici autocertificazioni (che dovranno essere soggette a controlli di verifica) da inviare alle CCIAA.

Italian Startup contiene al suo interno diverse realtà che collimano con alcuni dei membri dell'unità di forza messa su dal Ministro. D'altro canto anche in precedenza Passera aveva chiarito la sua intenzione di coinvolgere in maniera attiva il mondo delle nuove imprese, degli investitori e di tutte le forze del settore. Una sinergia che potrebbe rivelarsi l'arma giusta per assicurare al nostro paese una condizione di sviluppo adeguata e che si riflette anche nella nuova piattaforma di Donadon, che riunisce realtà come Fondazione Ahref, Netvalue, il parco scientifico e tecnologico ComoNExT, Eikon, Eim e l'acceleratore Nana Bianca fondato da Paolo Barberis. Lo stesso Barberis fa parte della Task Force costituita da Passera ed ha colto l'occasione di questa “convocazione” per rivolgersi su Facebook al gruppo Italian Startup chiedendo agli iscritti quali siano le tre priorità che dovrebbe contenere un disegno di legge a favore delle giovani imprese.

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Forte spinta quindi da parte delle istituzioni e dei soggetti privati per risollevare l'Italia da una condizione di estrema difficoltà che paralizza l'innovazione e penalizza la nostra economia di oltre un punto percentuale del PIL. A ricordarlo è il Commissario Europeo Neelie Kroes, che dallo stesso palco dell'Italian Digital Agenda Annual Forum di Confindustria Digitale ha lanciato segnali allarmanti. Oltre il 40% degli italiani non usa mai internet, una percentuale quasi tripla rispetto a Francia ed Inghilterra. Inoltre, come rivelato da numerose statistiche pubblicate negli ultimi mesi, il ritardo sulla banda larga e la mancanza di una vera e propria cultura digitale nel nostro paese si riflette anche sulla produzione interna. Occorre maggior impegno da parte delle istituzioni pubbliche e private con la possibilità, se l'Italia correggerà il tiro, di accedere a nuovi mercati e che porterebbe inevitabilmente una maggiore disponibilità di posti di lavoro. 700Mila, secondo la Kroes, che andrebbero occupati da giovani laureati in materie informatiche che in Italia sono in numero di gran lunga inferiori che negli altri paesi europei.