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Il Popolo della Libertà ha reso nota la sua proposta di legge per l'Agenda Digitale (link download pdf), un insieme di norme tese ad accelerare il processo di informatizzazione del nostro paese. È curioso che il partito di Berlusconi si sia ricordato di questo grave deficit italiano solo ora, dopo che durante tutta la durata del precedente Governo poco o nulla si è fatto in tale direzione, ma l'esecutivo a guida Monti fin dal principio si è mostrato più che attivo (almeno sulla carta) nella promozione della cultura digitale ed ora l'argomento è all'ordine del giorno ed occorre cavalcare l'onda. Meglio tardi che mai.

 Dopo il doveroso spazio dedicato ai successi del precedente Governo (potevano mai mancare) il documento comincia a delineare quali saranno i campi di intervento della proposta di legge. Esclusi a priori infrastrutture tecniche e diritto d'autore per volontà degli stessi autori, in quanto il primo è già regolamentato dal Piano Strategico elaborato dal Ministro Passera mentre per ciò che riguarda il copyright l'argomento necessita di una legge dedicata (ma con calma, dopotutto quella vigente risale soltanto al 1941). Il documento esclude totalmente anche l'aspetto mobile (il termine non compare neanche una volta), forse troppo all'avanguardia visto che, come frutto dell'evoluzione tecnologica, cita invece “computer, radio digitali o televisori ad alta definizione”.

In compenso la proposta di legge prevede l'istituzione di una Consulta permanente per l'innovazione e di una Commissione parlamentare per innovazione digitale (forse la Cabina di Regia già messa su da Monti non era sufficiente). La Consulta sarà composta da professionisti competenti in materia di innovazione tecnologia e da esponenti delle imprese private e delle università mentre la Commissione è composta da quindici senatori e da quindici deputati nominati, rispettivamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati su designazione dei gruppi parlamentari e in proporzione al numero dei componenti dei gruppi medesimi. La stessa proposta prevede però che la collaborazione dei tecnici sia del tutto gratuita, senza alcun onere a carico dello Stato, mentre la Commissione Parlamentare sarà a spese delle due Camere. Il merito, prima di tutto.

Startup. Il primo campo di azione del documento è il mondo delle startup, per le quali viene istituito un Fondo per l'Italia di 30 milioni di euro per l'anno 2012, di 40 milioni di euro per l'anno 2013 e di 50 milioni di euro per l'anno 2014. A riceverli saranno le aziende con meno di 5 anni di vita, un bilancio inferiore ai 50 milioni di euro e non quotate in Borsa. Per quelle con un fatturato inferiore a 1 milione di euro è prevista l'esenzione dal versamento degli oneri contributivi e previdenziali per i primi tre anni di attività. Incentivi anche per chi fa commercio internazionale (con l'inclusione delle startup tra le aziende beneficiarie dei servizi dell'Agenzia per la promozione all'estero) e per chi decide di investire nella formazione del proprio personale.

Vengono istituite anche delle aree a condizioni agevolate nella speranza di creare poli tecnologici in puro stile Silicon Valley; Il Ministero per lo sviluppo economico individuerà i comuni virtuosi in termini di infrastrutture, trasporti, poli industriali e universitari e vicinanza ad aeroporti internazionali, a cui verranno concesse condizioni fiscali e contributive analoghe a quelle previste nelle zone franche urbane già previste per legge. Viene istituito presso il MSE anche un fondo per la creazione di incubatori privati, anche se, naturalmente, le voci di spesa non includeranno la dotazione patrimoniale per il finanziamento delle startup incubate.

Disabili e categorie svantaggiate. Un intero capitolo del documento è dedicato alle norme da introdurre per agevolare l'accessibilità dei sistemi informatici da parte di persone disabili o appartenenti a categorie deboli e svantaggiate. Sono previste iniziative di inclusione digitale per la categoria, il monitoraggio dell'accessibilità dei servizi delle pubbliche amministrazioni, che entro 90 giorni dalla segnalazione da parte del cittadino o del portale governativo accessibile.gov.it dovranno adeguare i propri servizi telematici ai requisiti di necessari per l'utilizzo da parte delle categorie svantaggiate. L'inosservanza di tale adeguamento prevede una riduzione del 5% dei fondi per le attività di informatica e di comunicazione dell'amministrazione inadempiente, può condizionare negativamente la misurazione delle performance individuali dei dirigenti responsabili che ne rispondono anche sotto il profilo disciplinare.

Cultura Digitale. La proposta di legge del Pdl prevede anche campagne informative per la promozione di internet quale strumento per la diffusione di cultura e per la creazione di valore nel rispetto del diritto d'autore. A tal proposito a partire dal prossimo anno in ogni nuovo contratto di servizio con la Rai, L'MSE prevede che l'azienda televisiva di Stato attui un piano di alfabetizzazione informatica e sulle potenzialità dell'economia digitale, utilizzando la televisione generalista, un canale digitale tematico in chiaro e un portale internet dedicato.

Pubblica Amministrazione. Per il triennio 2013-2015, le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici non economici statali e le agenzie sono autorizzate ad assumere, nel settore ITC e nei limiti della propria dotazione organica, i vincitori e gli idonei delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici per il reclutamento di personale di livello dirigenziale, a tempo indeterminato, per l'area informatica, anche avvalendosi delle graduatorie di altre pubbliche amministrazioni, seppur di diverso comparto. Tali assunzioni verranno sovvenzionate nel 2012, in via sperimentale, nei limiti di 3.000.000 di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo di finanziamento per i progetti strategici nel settore informatico e, dal prossimo anno, con un taglio lineare dell'1% dei capitoli di spesa corrente per l'informatica delle amministrazioni. Il documento ricorda anche l'impegno da parte del Governo per lo sviluppo e la diffusione degli Open Data, capitolo tra l'altro già incluso nei piani della Cabina di Regia di Monti.