Le associazioni di categoria dei tassisti francesi hanno nuovamente preso di mira il servizio di trasporto Uber con proteste in tutta la nazione che hanno portato al blocco delle strade di molte città, compresa Parigi. Migliaia di tassisti stanno manifestando in tutta la capitale, impedendo la circolazione del traffico da e per i due aeroporti principali della città. Come già successo lo scorso giugno, durante le proteste sono stati bruciati copertoni e i manifestanti sono stati dispersi con gas lacrimogeni dalla polizia. Due autisti sarebbero rimasti feriti dopo che un autobus ha tentato di sfondare un blocco davanti all'aeroporto di Orly.

Sarebbero 20 le persone arrestate finora dalla polizia francese. Le associazioni di tassisti chiedono la chiusura dei servizi come Uber, le cui operazioni sarebbero da considerare illegali. Una delle unioni ha spiegato di aver perso il 40% dei guadagni in seguito all'arrivo di questo tipo di applicazioni, mentre altri hanno stimato le perdite tra il 20% e il 30%. In Francia le licenze per i tassisti sono gratuite, ma il governo ne ha limitato il numero, creando indirettamente un mercato dove vengono vendute a circa 200 mila euro. Una legge del 2014 che puntava ad assicurare una competizione equa tra taxi e Uber, spiegano i tassisti, non è mai stata imposta davvero dal governo.

uber taxi proteste parigi

La manifestazione di oggi coincide con una serie di scioperi indetti da dipendenti pubblici e insegnanti in tutto il paese. In Francia le autorità hanno già impedito al servizio low cost UberPop di circolare, ma restano tuttora attivi UberX e UberBlack. Gli utenti francesi di Uber sono circa 1,4 milioni, elemento che ha fatto scricchiolare sempre più la sottile differenza che separa i taxi dai servizi NCC – in Francia si chiamano VTC, voitures de tourisme aver chauffeur – e ha creato le forti proteste da parte delle associazioni. Realtà che si sono trovate a dover gestire un competitor estremamente agguerrito sia dal punto di vista delle modalità di prenotazione che da quello dei prezzi.

"L'obiettivo di queste proteste è semplice: fare pressione sul governo per convincerlo a rendere più difficile l'accesso al VTC e limitare in questo modo la competizione" hanno spiegato Uber e altre aziende in una nota divulgata agli utenti francesi. Il messaggio era preceduto dall'hashtag #NonALaFinDesApplis (no alla fine delle applicazioni) e chiedeva agli utenti di firmare una petizione per chiedere al Presidente Francois Hollande di allentare le restrizioni per gli autisti del VTC. "La proposta di legge ha dato l'illusione ai tassisti di essere in grado di proteggere il loro monopolio, ma non è così" ha spiegato Thomas Meister, portavoce di Uber. "Sta semplicemente cercando goffamente di creare un equilibrio nell'industria".

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Nel corso della scorsa settimana Uber ha annunciato di voler aprire il proprio servizio anche ai tassisti, consentendogli di guidare sia i taxi che le vetture VTC. Una decisione definita "una provocazione" dalle associazioni, che hanno nuovamente chiarito di non voler lavorare con Uber. "La violenza è inaccettabile" ha commentato il Primo Ministro Manuel Valls. "Nessuna causa può giustificare queste violenze". Dichiarazioni che non hanno fermato i tassisti mobilitati in tutta Parigi e la Francia, che dopo le manifestazioni iniziate alle 6 di questa mattina hanno continuato a ribadire di voler continuare a protestare. "Se il governo non ascolta le nostre richieste, noi continueremo" ha spiegato Mohammed Khamedi portavoce della CGT Taxis. "Resteremo qui a manifestare".