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Ai vertici di Google non piace Google +

Mentre il social network di BigG è in procinto di festeggiare i primi 50 milioni di iscritti in 3 mesi, a partire da Brin e Page quasi tutto l’establishment di Mountain View dimostra uno scarso interesse verso la piattaforma. Manca forse la fiducia degli stessi creatori nei confronti di G+?
A cura di Angelo Marra
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Una delle regole più scontate per chiunque si trovi a dover operare in ambito commerciale è quella di dimostrarsi convinto del prodotto che si cerca di vendere. Dopotutto, se è il commerciante il primo ad avere poca fiducia nei servizi che offre, quanta può averne l'eventuale acquirente?

L'impressione in casa Google è quella che i vertici dell'azienda nutrano ben poco interesse nei confronti di G+, il neonato social network di Mountain View. I primi a snobbare la piattaforma sono proprio Larry Page e Sergey Brin, gli storici fondatori di BigG, la cui presenza sul social network si limita a pochissimi e sparuti post, mentre Eric Schmidt, il CEO dell'azienda, non possiede neppure un account.

La lista degli assenti cresce in modo imbarazzante poi se si da uno sguardo al management di Google, fino ad arrivare al Cda, di cui nessuno dei sei consiglieri è nemmeno iscritto al servizio. Le due uniche eccezioni sono rappresentate Sundar Pichai (Chrome) e Vic Gundotra (Social), particolarmente attivi su G+.

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Da questo punto di vista sembra proprio che i vertici di Google siano i primi a disinteressarsi alla piattaforma social. Un disinteresse purtroppo condiviso anche dagli iscritti, come sottolineato dalle ultime analisi sul traffico di Google+.

Dopo il boom di iscrizioni seguito all'apertura del social network al grande pubblico, l'entusiasmo sembra essere subito scemato e le percentuali di utilizzo segnano un calo vertiginoso, tornando praticamente ai valori della fase “ad invito”. In poche parole, milioni di utenti hanno deciso di iscriversi al servizio ma non hanno trovato motivi sufficienti per continuare ad utilizzarlo.

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Uno dei motivi di questo flop è sicuramente legato all'acerrimo nemico, Facebook, forte di un pubblico enorme e soprattutto radicato, conquistato tra l'altro dal recente annuncio della nuova interfaccia TimeLine. L'atteggiamento però dei vertici di Google sembra più quello di una resa, con un interesse minimo verso la piattaforma che parte “dalla testa” che certo non può essere considerato un grande esempio nei confronti degli utenti.

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