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È facile capire perché in questi giorni si parla molto della messa al bando di TikTok: l'applicazione è diventata in poco tempo una delle più utilizzate sul web e ora rischia di sparire a partire dal prossimo 20 settembre, almeno negli Stati Uniti. Ma parallelamente all'ordine esecutivo relativo a ByteDance, Trump ne ha firmato un altro che andrà a bloccare un'altra app cinese molto popolare, WeChat. Una decisione che potrebbe avere conseguenze ancora più devastanti. Il motivo è semplice: Tencent, il proprietario di WeChat, ha una grossa fetta di azioni in alcuni dei prodotti statunitensi più popolari. E se da un lato è vero che l'ordine esecutivo punta a bloccare specificatamente WeChat, dall'altro non si ha la certezza degli effetti che il ban potrebbe avere su queste altre realtà.

Il problema è che anche se Trump volesse colpire solamente WeChat impedendone l'utilizzo su suolo americano, non è davvero assicurato che le ripercussioni non possano colpire le altre aziende legate a Tencent. Il linguaggio dell'ordine è molto ampio e indica che saranno "proibite tutte le transazioni relative a WeChat con Tencent Holdings Ltd e ogni sua sussidiaria". Il riferimento all'app di messaggistica è chiaro, ma tutto dipenderà da come il Dipartimento del Commercio americano deciderà di applicare questa regola a partire da settembre.

Di fatto, però, ogni azienda legata a Tencent è potenzialmente a rischio, anche perché l'applicazione dell'ordine esula dal controllo di Trump: Apple e Google potrebbero per esempio decidere di eliminare le app incriminate una volta terminato il periodo di 45 giorni. In questo scenario diverse aziende si ritroverebbero in un caos mai visto prima, con un potenziale danno catastrofico ad attenderle. Per capire quanto diffuse potrebbero essere queste ripercussioni basta leggere l'elenco delle aziende di cui Tencent possiede in parte o totalmente le azioni. Si parla, tra gli altri, di Riot Games, gli sviluppatori di League of Legends (100% di azioni); Epic Games, sviluppatori di Fortnite (40%); Supercell, sviluppatori di Clash of Clans (80%); Blizzard, Ubisoft e PlatinumGames (meno del 10%), la casa di produzione Tencent Pictures coinvolta in molte produzioni di Hollywood; Snapchat (12%); Universal Music Group (10%); Spotify (9%).

L'ordine esecutivo non implica necessariamente problematiche per queste realtà né un ban delle relative app dagli store digitali, ma fare affari con Tencent diventerà sempre più complicato ed è probabile che molti accordi finiscano per essere annullati. Nei videogiochi l'impatto potrebbe essere più grave, perché in quel caso si parla di pagamenti digitali che potrebbero essere bloccati dalle banche. Il punto è che se il Governo inizia a prendere di mira WeChat non c'è motivo per cui non dovrebbe farlo anche con realtà come League of Legends, che di fatto appartengono al 100% a Tencent. Senza considerare che il blocco di WeChat avrà gravi ripercussioni su produttori di smartphone come Apple, che si ritroveranno a dover rimuovere l'app dagli store rendendo meno appetibili i dispositivi ai consumatori cinesi. Insomma, se è vero che il ban a TikTok riceverà più attenzione mediatica, quello a WeChat avrà di certo ripercussioni molto più gravi. Anche perché nel suo caso non c'è Microsoft pronta a salvarla.