Una vecchia canzone dei Queen del 1978 diceva “If you can't beat ‘em, join ‘em “, se non puoi batterli, fatteli amici. Tra Apple e Facebook è andata più o meno così, con la resa incondizionata di Cupertino nei confronti del dominio di Menlo Park nel mondo dei social network. Secondo i ben informati la fine di Ping, l'esperimento social condotto con poco entusiasmo dal colosso di Jobs, dovrebbe chiudere i battenti nel giro di pochissimo tempo. Che l'azienda ci credesse poco fin dall'inizio è ormai un dato di fatto, vista la capacità di far diventare un must qualsiasi cosa firmata dalla Mela e lo scarso impegno profuso per promuovere la piattaforma e correggerne i tanti difetti. Il problema principale però rimane sempre lui, Facebook. Dal suo arrivo il mondo dei social network è stato colonizzato, monopolizzato, identificato esso stesso con il sito bianco e blu. L'errore da parte dei competitors è stato proprio quello di cercare di emulare la piattaforma di Zuckerberg in tutto e per tutto nella speranza di emularne anche il successo. Che puntualmente non arriva mai. Ne sa qualcosa Google che ormai da tempo impiega quasi tutte le sue risorse nel tentativo di promuovere Google+, una piattaforma che, se vogliamo, offre molti più servizi (basti pensare all'integrazione con tutto il mondo di BigG) ma che non riesce a decollare, così come Ping, nonostante la potenza di fuoco disposizione di Apple. Alla meno peggio, quando si è trattato di realtà più ridotte, è stato lo stesso sito bianco e blu a fagocitare il possibile concorrente, come è avvenuto nel caso di Instagram.

FACEBOOK E' INVINCIBILE? – Possibile che colossi del calibro di Google ed Apple non siano in grado nemmeno di scalfire il predominio incontrastato di Facebook? Solo due piattaforme in questi anni sono state in grado di reggere l'onda d'urto e guadagnarsi una propria fetta di mercato (seppur senza raggiungere i record di Menlo Park). Si tratta di Twitter e Pinterest ed a fare la loro fortuna è stato il fatto che avessero poco o nulla a che fare con Facebook. La piattaforma di microblogging ad esempio ha mantenuto bene o male la sua connotazione spartana ed è molto apprezzata per tale motivo dal settore professionale in quanto i suoi iscritti sono genericamente più maturi di quelli che popolano Facebook. Per quanto riguarda Pinterest, il social network inspirazionale ha avuto una crescita repentina ed un successo al di fuori di ogni previsione grazie al fatto che ha saputo reinventare il modo in cui creiamo le nostre communities. Rispetto al sito di Zuckerberg infatti Pinterest collega le persone non in base ai rapporti preesistenti ed all'amicizia nel mondo reale ma semplicemente con la comunanza di gusti ed interessi, differenziandosi quindi dallo stile adottato da Facebook. Abbiamo seguito con trepidante attesa il lancio del social network di Google, un colosso che da sempre è stato garanzia di affidabilità e soprattutto di innovazione ma al momento di “varcare il cancello” di Plus non abbiamo potuto non notare l'incredibile somiglianza con il sito di Zuckerberg. Soprattutto in rete è consuetudine prendere in prestito un'idea per poterla rielaborare in maniera diversa e rivoluzionaria ma in questo caso si è trattato di un semplice restyling di Facebook riadattato alla grafica di Google e collegato con i servizi di Mountain View. Una piattaforma di indubbio valore ma che non introduce nulla di davvero nuovo ed originale nel panorama, nulla che Facebook non offra già ai suoi utenti. Ecco perchè, nonostante l'indiscutibile utilità della convergenza di tutti i sistemi di Google e le strategie a volte discutibili di Mountain View messe in atto per attrarre nuovi iscritti, Plus non è ancora riuscito a decollare davvero.

GOOGLE ED APPLE; OPPOSTE STRATEGIE – Alla luce di questo scenario non sono molte le possibili soluzioni che i big della tecnologia possono mettere in atto nei confronti del mondo dei social network. Apple per esempio ha deciso, almeno per il momento, di abbandonare un terreno in cui evidentemente non si sentiva in grado di offrire qualcosa di davvero nuovo e rivoluzionario (come da tradizione) scegliendo al tempo stesso di garantire ai propri clienti l'integrazione con i servizi più popolari. Google, per questioni strategiche di concorrenza, molto probabilmente continuerà a sbattere la testa per cercare di affermarsi nel campo dei social network anche a discapito, purtroppo, della qualità di molti suoi servizi, prima di tutto la ricerca online che ne ha decretato la fortuna in passato. Si tratta di due scelte strategiche diametralmente opposte; quella di Apple è una rinuncia al vastissimo mercato social, lo stesso che ha messo su in pochi anni la fortuna stratosferica di Facebook, nonostante Cupertino vanti in tutto il mondo milioni di fan ai limiti del fondamentalismo, pronti a benedire qualsiasi cosa abbia il marchio della Mela. Apple però è la stessa azienda che in passato ha saputo dimostrare di saper staccare la spina a progetti dimostratisi fallimentari, un'ammissione pubblica di errore che ha impedito all'azienda di impaludarsi in terreni poco sicuri per troppo tempo. Google non sembra affatto intenzionata a chiudere la partita social nonostante i risultati non certo eclatanti (sale il numero di iscritti ma la percentuale di utilizzo è bassissima) e non è chiaro quali strategie siano al vaglio a Mountain View per riuscire a superare l'impasse.