La modalità di scatto definita da un entusiasta Phil Schiller come “Computational photography mad science” è disponibile in tutti gli iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max che hanno aggiornato ad iOS 13.2. Si chiama Deep Fusion ed è una nuova tecnologia di elaborazione delle immagini, studiata e progettata appositamente per il nuovo processore A13 Bionic, che dovrebbe essere in grado di migliorare (ancora di più) la qualità delle fotografie scattate con gli smartphone di Apple. Una novità che non si è fatta attendere molto, ma che in un certo senso ha fatto storcere il naso ai più esperti che l'hanno definita come una semplice strategia di marketing. In realtà però, Deep Fusion è molto più di semplice marketing e nonostante sia una modalità di scatto del tutto invisibile all'utente, in determinate (e rare) condizioni riesce a fare davvero la differenza.

Come si attiva Deep Fusion

Partiamo subito da un presupposto: Apple non ha pensato ad alcuna possibilità di attivazione o disattivazione manuale di Deep Fusion. La nuova modalità di scatto verrà attivata automaticamente dal sistema operativo, che deciderà di utilizzarla in condizioni di luminosità intermedie tra quelle che possono richiedere l'utilizzo della modalità notturna o l'utilizzo dello Smart HDR.

Per essere certi che funzioni è però necessario disattivare una particolare funzione della fotocamera, ovvero quella che memorizza gli scatti fuori dall'inquadratura utilizzando la fotocamera grandangolare. Per farlo è necessario andare in Impostazioni, selezionare la voce Fotocamera e disattivare le Acquisisci foto fuori dal riquadro e Acquisisci video fuori dal riquadro. Si tratta di un passaggio obbligatorio per chiunque voglia utilizzare Deep Fusion, che però non è indicato in alcun modo da Apple. Strano, ma vero.

E così come non esiste un'impostazione con la quale l'utente può attivare o disattivare manualmente Deep Fusion, non esiste neppure una nota con la quale il sistema operativo tende a comunicare che un particolare scatto è stato realizzato tramite questa nuova modalità di scatto. Insomma, la nuova modalità fotografica di Apple c'è ma non si vede, ed è parte integrante della fotocamera al punto tale da essere considerata quasi come una cosa "normale".

Come funziona

Quando le condizioni di luce sono adatte per l'attivazione di Deep Fusion, la fotocamera dell'iPhone inizia subito a memorizzare una serie di fotogrammi, ben prima di premere il pulsante di scatto e in maniera continua. I fotogrammi che verranno utilizzati per comporre la fotografia finale sono nove: quattro vengono acquisiti sotto esposti e quattro vengono acquisiti con la corretta esposizione. Infine, alla pressione del tasto di scatto viene scattata una fotografia con un'esposizione leggermente più lunga del normale.

Ed è qui che parte il processo di creazione dell'immagine che, utilizzando le 9 foto sorgenti, in pochissimi istanti genera una fotografia totalmente nuova nella quale, nonostante un dettaglio decisamente maggiore, il rumore viene (quasi sempre) ridotto sensibilmente.

In soldoni, il concetto è molto simile a quello che si cela dietro lo Smart HDR, ma è stato applicato in un intervallo di luminosità medio, in modo da colmare il vuoto che da tempo caratterizzava gli scatti tra i 10 ai 600 lux circa. Scatti in cui, ammettiamolo, la scarsa dinamica tendeva a far soffrire molto la fotocamera degli smartphone di Apple.

Funziona davvero? Il nostro test

La realtà dei fatti è che una persona appassionata potrebbe vivere sentimenti contrastanti pensando a Deep Fusion e utilizzandolo. Perché se è vero che ragionare sul metodo di funzionamento della nuova modalità di scatto di iPhone potrebbe eccitare i più esperti ed i più appassionati, il suo apporto nelle fotografie finali potrebbe essere altalenante e dipendere moltissimo dalle situazioni di scatto. Le migliorie ci sono, senza dubbio, ma si notano perlopiù nei dettagli delle immagini e non sempre si tratta di differenze evidenti.

Evidenziare le differenze qualitative che si ottengono utilizzando Deep Fusion su un iPhone 11 Pro non è stato semplice. Abbiamo passato molto tempo a scattare decine e decine di fotografie attivando e disattivando la funzionalità (cioè attivando e disattivando la modalità di scatto fuori quadro), e nella stragrande maggioranza dei casi i risultati ottenuti sono praticamente identici. Ma è in particolari condizioni di luminosità e con particolari soggetti che le migliorie apportate dalla nuova tecnologia fotografica di Apple iniziano a diventare palesi, e lo diventano ancora di più se si ingrandisce la fotografia scattata.

Il plaid

Test Deep Fusion iOS 13.2 iPhone 11

Guardando i due scatti senza ingrandimento e sullo schermo dell'iPhone 11 Pro, con il quale sono stati realizzati, le differenze sono talmente minime che sembrano quasi inesistenti. In realtà però, visualizzando le immagini su un computer ed ingrandendole considerevolmente, i segni caratteristici della tecnologia Deep Fusion iniziano ad essere più evidenti: ingrandendo entrambe le immagini, nella zona evidenziata con il quadrato, appare quasi palese la maggiore nitidezza della lana del plaid fotografato con Deep Fusion attivo. Ed il dettaglio è maggiore anche nelle cuciture in bianco e nella zona colorata in blu.

Tessuto di jeans

Test Deep Fusion iOS 13.2 iPhone 11

In questo esempio, le differenze tra i due scatti ci sono sembrate evidenti anche guardando l'immagine direttamente dallo smartphone. Con Deep Fusion i dettagli del tessuto di jeans sono molto più definiti, ed anche le cuciture in giallo sono più facilmente distinguibili.

Il quadro

Test Deep Fusion iOS 13.2 iPhone 11

Ammetto di aver avuto serie difficoltà nel trovare delle differenze sostanziali tra le due modalità di scatto con questa particolare fotografia. Ma una volta ingrandita l'immagine sullo schermo del computer e focalizzatomi su quella sorta di Cubo di Rubik mi sono dovuto ricredere: la nitidezza e il dettaglio sono decisamente più marcati nella foto scattata con Deep Fusion attivo che, però, in alcune zone risulta più rumorosa dello scatto tradizionale.

Le foglie

Test Deep Fusion iOS 13.2 iPhone 11

Ed anche in questo caso la differenza tra le due modalità di scatto diventa più evidente con effettuando un crop piuttosto importante. Nello specifico, le venature della foglia evidenziata con il quadrato in alto risultano molto più visibili ma, nel complesso, l'immagine è più rumorosa.

Dettagli complessi

Test Deep Fusion iOS 13.2 iPhone 11

Anche in questo ultimo test l'immagine prodotta con Deep Fusion è risultata leggermente più rumorosa, ma molto più dettagliata. Ed anche se potrebbe sembrare uno scatto semplice, il gran numero di steli inquadrati ed evidenziati con il quadrato in alto, rende l'elaborazione dell'immagine piuttosto complessa. Nella foto scattata con Deep Fusion è possibile notare tutti i dettagli di ognuno dei componenti dello scatto, dettagli che – per la loro complessità – vanno persi in uno scatto tradizionale.

Manca l'effetto wow, ma le migliorie sono tangibili

Ed è chiaro, anche se la potenza di calcolo necessaria per riuscire a generare una foto partendo da 24 milioni di pixel è veramente enorme, quelli di Cupertino avrebbero potuto trovare altre applicazioni dove la fotografia computazionale avrebbe potuto produrre un effetto "wow" più marcato. Ma non sarebbe stato nello stile di Apple. Ed è proprio per questo che giustifica il fatto che Deep Fusion non sia una modalità di scatto selezionabile: in realtà questa nuova tecnologia non è altro che un tentativo di risoluzione di alcuni problemi che, in particolari condizioni di scatto, andavano decisamente corretti.