video suggerito
video suggerito

Confindustria Digitale come partner del Governo per la crescita dell’Italia

Stefano Parisi, Presidente dell’associazione che riunisce le aziende che operano nel web, incontrerà nei prossimi giorni il Governo per offrire il suo contributo nella realizzazione dei piani per l’Agenda Digitale.
A cura di Angelo Marra
25 CONDIVISIONI
Confindustria-Digitale-come-partner-del-governo-per-la-crescita-dell-Italia

“In un momento così difficile per il Paese ci poniamo come partner del governo per la crescita. La manovra per ora si è posta quasi solo obiettivi di finanza pubblica, per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. Sappiamo, però, che senza crescita questi sforzi rischiano di essere vani”. Queste le parole di Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale e portavoce di una fetta della produzione made in Italy che conta oltre 250mila dipendenti e fattura 70 miliardi di euro all'anno.

L'obbiettivo è chiaro: rilancio dell'economia digitale come volano per la ripresa economica del nostro paese. Il pareggio di bilancio previsto dalla manovra è sicuramente un primo passo, ma è necessario che vi si affianchi anche una crescita parallela della produttività del nostro paese. Ecco perché Confindustria Digitale incontrerà il governo nei prossimi giorni, unendosi al coro di chi spera che il nuovo esecutivo si ricordi della questione banda larga e digitale divide.

Solo due giorni fa il Ministro Passera ha tracciato le linee programmatiche del suo dicastero durante un'audizione in aula, rassicurando sull'urgenza degli interventi per l'Agenda Digitale, ma l'esperienza ha insegnato che i facili proclami spesso non si traducono in realtà, per cui occorre attendere che l'esecutivo guidato da Monti cominci concretamente ad operare al riguardo.

Da parte delle imprese coinvolte nel settore del web ora arriva la disponibilità a cooperare con il governo per la realizzazione delle infrastrutture ormai fondamentali per il nostro paese, sulle quali nemmeno più l'Europa ci consente di indugiare. È noto ormai il contributo che la web economy fornisce alla produzione interna nazionale e le ultime indagini rilevano una percentuale del 6-7% del PIL rappresentato dal mercato di internet nei paesi dove la rete ha una penetrazione maggiore (come UK e Svezia).

La situazione italiana è molto lontana da questi valori e il gap che ci separa dai nostri partner europei rischia di allargarsi ulteriormente ed è per questo che è necessario intervenire con massima urgenza. Le soluzioni non sono certo un mistero; taglio netto della burocrazia cartacea a favore di una informatizzazione totale dell'amministrazione pubblica, promozione del venture capitalist e sostegno alle startup, una normativa che sia al passo con i tempi, reti fisiche più potenti ed adeguate, sostegno allo sviluppo delle connessioni mobili.

L'attesa è ora nel capire in primis chi sarà ad occuparsi direttamente della questione Agenda Digitale; attualmente la mansione rientra nelle competenze del Ministro Passera ma negli ultimi giorni è ventilata l'ipotesi di istituire un sottosegretariato ad hoc. Al riguardo l'opinione di Parisi è chiara: «L'importante è che il nostro interlocutore abbia una solida competenza sul settore, in caso contrario preferiamo confrontarci direttamente con il ministro Passera, che è consapevole dell'urgenza del problema e ha l'esperienza per affrontarlo».

25 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views