Inizialmente era un inseguimento dell'Occidente. Fin dall'arrivo dei primi smartphone, la Cina si è approcciata al settore mobile con l'idea di riprendere idee e concetti di design in arrivo dall'America, preferendo l'ispirazione alla ricerca di nuove proposte dal punto di vista del look dei prodotti. Anche perché, a differenza dell'approccio occidentale, quello orientale mancava proprio delle figure e delle strutture di ricerca del design che hanno portato alla realizzazione, per esempio, degli iPhone, rimasti per anni il punto di riferimento da questo punto di vista. Oggi, però, questo panorama è cambiato profondamente e così come gli smartphone in arrivo dalla Cina offrono un altro livello di qualità, lo stesso si può dire del loro approccio al design, che ora è tutt'altro che una copia dell'Occidente ma, anzi, rappresenta un meraviglioso fiore all'occhiello di una proposta mai così interessante.

A guidare questa nuova linfa vitale del design orientale sono senza dubbio Huawei e la sua Honor, che nel 2015 hanno aperto l'Aesthetic Design Center a Parigi, un centro di ricerca dedicato esclusivamente alla progettazione del look dei nuovi prodotti dell'azienda cinese aperto nel cuore europeo (e mondiale) dell'arte e della moda. Una scelta fondamentale che peraltro rappresenta solo una parte della strategia globale di Huawei: ad oggi l'azienda ha una "footprint", cioè una presenza a livello internazionale, enorme e che abbraccia ogni paese, con centri strategici posizionati in ogni continente. Ma cosa significa? Semplice, che nell'ottica della progettazione dei nuovi dispositivi le competenze in tasca all'azienda non sono solo quelle in arrivo dai laboratori cinesi, ma anche quelle di design europee o di logistica americane. Così il fatto di aver accolto nel team esperti di design di lusso, trend di moda e progettazione 3D ha consentito a Huawei e Honor di realizzare prodotti davvero innovativi dal punto di vista dell'aspetto estetico, che ora si sono concretizzati nel lancio di Honor 10, uno smartphone che smette di inseguire e traccia la sua strada nel settore mobile.

Colori e design che stupiscono

Il fatto che il primo aspetto di Honor 10 in grado di stupire l'utente sia proprio il look è un elemento fondamentale della nuova proposta orientale. Ancor prima che l'intelligenza artificiale applicata alle fotografie o le caratteristiche tecniche, sono design e colori di Honor 10 a colpire per la loro lucidità nel proporre qualcosa di nuovo e molto vicino alle fasce più giovani di utenti. E, in particolare, a spingere l'effetto wow è l'Aurora Glass, cioè il pannello posteriore in vetro caratterizzato da particolari riflessi del telefono e da nuove colorazioni cangianti Phantom blue e Phantom green (ma ci sono anche nero e grigio). È proprio il Paris Aesthetic Center ad aver pensato e realizzato questa innovativa scocca – è composta da 15 strati 3D – in grado non solo di mostrare particolari riflessi in movimento, come ci hanno abituato ormai da tempo i dispositivi Honor, ma anche di mostrare differenti colori a seconda della posizione del dispositivo, passando per esempio dal blu al viola o dal verde al blu. In breve, è come avere un telefono dotato di 4 colori in 1.

Il nuovo design innovativo non riguarda però solo il pannello posteriore, ma anche e soprattutto quello frontale, dove il display FullView da 5,84 pollici occupa tutto lo spazio presentando un "notch" per fotocamera e sensori e nascondendo in maniera estremamente intelligente il pulsante Home e il sensore per l'impronta digitale. Che ora è stato nascosto sotto al vetro. Non si tratta ancora di un sensore sotto al display, ma comunque la scelta di Honor è coraggiosa e intrigante, visto che in questo modo non viene nascosto solo il pulsante – cosa che comunque abbiamo già visto fare – ma non si rinuncia all'avere il sensore per l'impronta sulla parte frontale, elemento da molti preferito rispetto al posizionamento posteriore.

Un look "intelligente"

Se il design colpisce, è quello che si nasconde sotto al cofano a convincere poi tutti gli utenti. In particolare, l'altro campo nel quale Huawei e Honor si sono concentrati nel corso degli ultimi anni: l'intelligenza artificiale resa possibile dal processore NPU, Neural Processing Unit, che ha come obiettivo quello di analizzare la scena catturata dalle lenti dello smartphone e modificare automaticamente le impostazioni per ottenere lo scatto perfetto. Dalla maggior saturazione dei colori per foto sempre vivaci e colorate al miglior tracciamento del volto che permette di applicare filtri in grado di seguire i movimenti dell’utente, le camere del nuovo Honor 10 sono pensate per soddisfare tutte le necessità dei giovani utenti più interessati anche a pubblicare video e foto sui social. Dal punto di vista hardware il tutto è supportato da una doppia fotocamera posteriore da 24 e 16 megapixel e da una frontale da 24 megapixel, con quest'ultima in grado di analizzare in tre dimensioni il volto dell'utente. Infine, a chiudere la lista delle funzioni pensate per l'utenza più giovane troviamo la possibilità di collegare più Honor 10 per attivare il party mode, una funzione in grado di offrire un suono potente e perfetto per una festa estiva.

Design, intelligenza e funzionalità. Il nuovo approccio di Honor 10 rappresenta la somma della nuova impostazione dell'Oriente che guarda all'Occidente con prodotti in grado di rivaleggiare davvero ad armi pari con le proposte che fino ad oggi hanno guidato il mercato, peraltro posizionandosi su una sicuramente interessante (soprattutto per il mercato italiano) fascia intorno ai 400 euro. Possono sembrare "semplici" scelte di design, ma se questo è l'incipit, in futuro possiamo aspettarci davvero grandi cose dal mercato cinese.