Nel corso delle ultime more Facebook ha annunciato un grande cambiamento: un nuovo logo che da un lato andrà a differenziare l'azienda dal social network e dall'altro renderà più chiara la paternità di app come Instagram e WhatsApp. Svelato attraverso un post sul profilo di Mark Zuckerberg, il nuovo logo si presenta con un font molto neutrale che andrà ad accompagnare le varie applicazioni della famiglia di Facebook – Instagram, WhatsApp, Messenger, Oculus, etc – con diverse colorazioni. Una scelta che quindi va a differenziare per la prima volta l'azienda di Zuckerberg – che ormai possiede diverse app e servizi – dal suo social network più grande, che ovviamente manterrà il suo logo.

Potrebbe sembrare una scelta bizzarra, ma allo stato attuale delle cose quella di Facebook sembra essere la strategia migliore sotto più punti di vista. Prima di tutto per ribadire la paternità di applicazioni che per molti potrebbero non c'entrare nulla con Facebook. D'altronde non è difficile immaginare che i meno attenti non sappiano dell'acquisizione di WhatsApp e di Instagram da parte di Zuckerberg (il 70 percento degli americani non lo sa), quindi dalle prossime settimane mostreranno un chiaro "from Facebook" nelle loro app. Ma vale anche al contrario, con il social network blu desideroso di ottenere parte della buona immagine di cui godono le altre app, a differenza di un social costantemente abbattuto dagli scandali.

Ma distanziando l'azienda dal social Facebook vuole anche limitare l'estensione di questi scandali, evitando che tutta la compagnia e le altre app possano venire offuscate da queste problematiche. Un elemento che di fatto rappresenta il motivo principale per il quale Facebook sta portando avanti un pesante lavoro di accentramento e unificazione dei servizi e delle infrastrutture, un'impostazione tecnica e di immagine che ha un obiettivo molto chiaro: far sembrare che tutte le app della famiglia siano ormai una cosa sola. Il motivo? Se Facebook riesce a unificare tutti i suoi servizi nel nome e nell'infrastruttura, questi saranno più difficilmente spezzabili in più parti e più aziende, come qualche politico americano vorrebbe.

Elizabeth Warren è di certo l'esempio più lampante di questa idea: candidata alle presidenziali 2020 e al centro del movimento che chiede di "spezzare" i giganti del web, ha da mesi avanzato l'idea che colossi come quello di Zuckerberg non dovrebbero poter operare come giganti del web ma dovrebbero essere, appunto, spezzati in più parti, costituendo singole aziende da ogni divisione che ora le caratterizza. Fin quando Instagram e WhatsApp hanno operato come realtà indipendenti, le autorità avrebbero potuto portare avanti questa idea in maniera molto più convinta. Ma più Facebook integra e unisce la sua infrastruttura e fa sembrare le app parte di un'unica azienda, più politici come la Warren avranno difficoltà nel provare a spezzarlo.