Facebook si è diffuso come un'epidemia virale, alla quale gli utenti stanno lentamente diventando immuni. Ad affermarlo sono John Cannarella e Joshua A. Spechler, due ricercatori della Princeton Universiry che in un'analisi nella quale hanno studiato il fenomeno del social network, applicando un modello utilizzato per lo studio dello sviluppo delle epidemie, hanno determinato che la diffusione della piattaforma di Zuckerberg ha ormai superato il suo punto più alto ed a breve inizierà ad implodere, fino a perdere l'80% degli utenti entro il 2017.

Il social network, che celebrerà il suo decimo compleanno il prossimo 10 febbraio, ha superato indenne rivali come MySpace e Badoo, ma le previsioni dei ricercatori di Princeton non sono positive: "abbiamo dimostrato che le idee, come le epidemie, si diffondono seguendo lo stesso modello di contagio" – spiegano gli ingegneri del Dipartimento di Ingegneria meccanica ed aerospaziale dell'Università statunitense – "Le idee si diffondono attraverso il contatto comunicativo tra persone diverse, che le condividono con gli altri individui. I primi ad aver manifestato l'idea però, spesso ne perdono interesse, diventando praticamente immuni all'idea stessa".

Elemento fondamentale dello studio realizzato da Cannarella e Spechler, è l'analisi statistica dei trend di Google relativi alle ricerche nel motore di ricerca della chiave "Facebook", trend la cui netta discesa ha avuto inizio lo scorso dicembre 2012.

Si tratta però di un fattore statistico che non necessariamente potrebbe rappresentare l'interesse degli utenti di tutto il mondo nei confronti del social network, ma bensì potrebbe mettere in evidenza come gli utenti di Facebook utilizzino piattaforme e metodologie in grado di connettersi direttamente alla piattaforma, rendendo del tutto inutile la ricerca su Google.

E' pur vero però, che ad ammettere un calo dell'utenza è stato David Ebersman in persona: il Chief Finantial Officer di Facebook ha dichiarato, nel corso di una chiamata con gli analisti nel quale ha discusso del risultato relativo al trimestre precedente, che "Facebook ha visto una diminuzione degli utenti giornalieri, in particolare degli adolescenti più giovani".

Lo scorso ottobre il social network di Zuck ha superato la cifra di 1,2 miliardi di utenti attivi mensilmente e mentre il traffico proveniente dalla versione desktop della piattaforma è risultato in forte calo, quello proveniente da dispositivi mobili come smartphone e tablet è risultato in crescita, raggiungendo la quota 870 milioni di utenti mensili.

Per dare ulteriore conferma al modello con il quale hanno effettuato lo studio, i ricercatori statunitensi hanno analizzato alcuni dei fenomeni più interessanti degli ultimi anni, a partire da MySpace che fondata nel 2003 ha raggiunto il suo picco nel 2007 con trecento milioni di utenti registrati, per poi andare praticamente in disuso nel 2011: acquistato dalla News Corp di Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari, MySpace ha firmato un accordo con Google nel 2006 del valore di 900 milioni di dollari, per vendere i suoi spazi pubblicitari, che erano al tempo valutati 12 miliardi di dollari. Alla fine dei giochi, terminato il successo della piattaforma, è stata rivenduta da News Corp per soli 35 milioni di dollari.

Che Facebook stia perdendo colpi è un fatto risaputo da qualche mese: sempre più utenti abbandonano il social network a favore di piattaforme per la messaggistica istantanea. A mettere in rilievo questo inaspettato fenomeno, ci ha pensato una ricerca effettuata da On Device, che ha svolto un sondaggio su 3.759 possessori di smartphone residenti negli Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Indonesia e Cina. e dal quale è derivato che il 44% degli intervistati utilizza WhatsApp almeno una volta alla settimana, mentre solo il 35% usa Facebook Messenger.

Per il social network di Mark Zuckerberg è giunto il momento di effettuare un cambio di rotta, e a darne conferma sono tutte le piccole novità introdotte nell'ultimo periodo: una su tutti è Trending, una nuova sezione del News Feed che offrirà agli utenti della piattaforma una lista personalizzata degli argomenti più popolari o in forte crescita nel  social network.

Un cambiamento sostanziale, che trasformerà Facebook da piattaforma di condivisione a piattaforma di discussione.