7 Ottobre 2011
13:27

Funerali di Steve Jobs: dubbi sulla data ufficiale e scandalo per le proteste annunciate

Mentre è ancora fitto il mistero su data e ora delle esequie del grande maestro, una piccola chiesa indipendente americana annuncia proteste contro Steve Jobs, “destinato all’inferno”. L’annuncio pubblicato tramite un iPhone.
A cura di Angelo Marra

Chi crede che il fondamentalismo religioso si limiti ai disperati che amano farsi esplodere nei paesi arabi si sbaglia di grosso. Dal cuore di un America tradizionalmente arretrata dal punto di vista culturale arrivano i miasmi di un estremismo che veste una forma diversa, quella accettata della religione cristiana, che si contrappone ai feroci saladini seguaci del libro nero del Corano.

Non importa se poi i membri più illustri di queste “sette buone” alla George W. Bush (fervente evangelico metodista) decidano la morte di milioni di persone in tranquillità tra un salmo e un amen; la radicata e consueta contraddizione che affligge l'intera religione cristiana trova il suo climax nell'ignoranza profonda e nel bigottismo dell'entroterra statunitense, da sempre fucina di santoni e pastori il cui unico senso in vita è quello di abbassare notevolmente il q.i. generale.

L'incombente processo di secolarizzazione ha messo in profonda crisi il proselitismo di queste pseudo religioni, costringendo i vari profeti ad azioni eclatanti nel disperato tentativo di attirare nuove leve ed ottenere un'immeritata visibilità.

Succede così che neanche le esequie di un uomo che ha cambiato la storia, amato dai fan e stimato anche da chi non era membro della grande famiglia Apple, siano risparmiate da scenette penose e da ridondanti condanne al rogo. La Westboro Church, una chiesa battista indipendente americana, ha annunciato un picchetto di protesta durante i funerali di Steve Jobs, per altro di cui ancora non si sa nulla, reo di non aver utilizzato la propria popolarità per diffondere il verbo di Dio.

Non ridete, lo hanno detto davvero.

Questa congrega si era già distinta in passato per imprese del genere, come durante i funerali di Micheal Jackson oppure le celebrazioni per i caduti in Afghanistan e questa volta ha deciso di prendere di mira il compianto guru dell'informatica. Sarà forse il fastidio dinnanzi all'evidenza di milioni di persone che sembrano più interessate al progresso tecnologico che alla cieca adesione a principi medioevali o più semplicemente il tentativo di approfittare di un evento mediatico di livello mondiale per ottenere un po' di pubblicità, fatto sta che le esequie del fondatore di Apple saranno teatro dell'ennesima protesta da parte della Westboro Church.

Chiunque dotato di un minimo di dignità umana non può che inorridire dinnanzi alla sola idea di una “protesta” nei confronti di una vita precocemente spezzata da un male terribile, dopo una lunga e dolorosa agonia. Il rispetto per la vita umana, anche in questo caso, è opzionale come da tradizione. A ciò si aggiunge l'unanime riconoscimento a Steve Jobs per aver contribuito a cambiare il corso della storia, molto di più dei precetti strillati da invasati in toga, il che rende ancor di più vergognosa un'azione del genere nei confronti di un grande uomo.

L'intelligenza, si sa, non è un onore concesso a tutti e la Westboro Church si è messa d'impegno per confermare questa teoria, pubblicando la notizia del picchetto contro il diavolo Steve Jobs con un post su Twitter tramite un iPhone. Sì, avete capito bene: per annunciare la protesta contro il temibile eretico di Cupertino la chiesa ha utilizzato proprio lo strumento del peccato, l'oggetto satanico che ha distratto Jobs dal diffondere il verbo divino invece di sprecare la sua vita a cambiare il mondo.

Per fortuna questi esempi di religiosa incoerenza non riguardano il nostro Paese; pensate cosa succederebbe se in Italia un politico dichiaratamente cattolico ad esempio predicasse di giorno i dettami della famiglia tradizionale e di notte si desse a festini con ragazze senza ancora il diritto di voto? Meno male che non siamo negli Stati Uniti.

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