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GDPR, un anno dopo: arrivano strette sui controlli per professionisti e aziende

In questi giorni l’Autorità Garante della privacy ha fornito alcuni numeri che raccontano lo sforzo fatto dalle aziende per adeguarsi alla normativa entrata in vigore l’anno scorso. Continuano ad aumentare però anche segnalazioni e reclami, a pochi giorni dal termine della moratoria pensata per dare ad aziende e professionisti il tempo di adeguarsi alla disciplina.
A cura di Lorenzo Longhitano
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Ormai è passato quasi un anno dall'entrata in vigore in Europa del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, o GDPR. La maggior parte degli internauti ha fatto una conoscenza parziale della normativa attraverso le fastidiose finestre pop up spuntate improvvisamente su numerosi siti e portali web, ma il regolamento avrà un impatto benefico e positivo sulla privacy (e in generale sulla vita online) di tutti i cittadini dell'Unione, e in fondo sono state soprattutto le aziende a doversi adeguare alle disposizioni che contiene. A questo proposito pochi giorni fa l'Autorità Garante della privacy ha fornito alcune cifre chiave collegate al processo di applicazione del regolamento che prendono in considerazione i primi mesi dalla sua entrata in vigore; ebbene in questo lasso di tempo i reclami effettuati dai cittadini per segnalare situazioni di irregolarità da parte delle aziende sono risultati ben 7.219 e si sono dimostrati in crescita costante, ma allo stesso modo sono cresciuti stabilmente in questi mesi altri tre valori che danno un'idea del lavoro che con fatica imprese e professionisti stanno facendo per adeguarsi alla disciplina.

Il quadro attuale

Le comunicazioni pervenute al Garante sui Responsabili della Protezione dei Dati designati — ovvero le figure destinate a fare da punto di contatto tra le aziende e il Garante — sono arrivate a 48.591; le notifiche che le aziende sono obbligate a fornire tempestivamente al garante su eventuali violazioni subite all'interno dei propri database (che comprendono distruzione, perdita, modifica, divulgazione non autorizzata di dati personali custoditi) sono state invece 946; infine sono cresciuti costantemente fino a quota 18.557 anche i contatti con l'ufficio per le Relazioni con il Pubblico del Garante, ovvero l'ente preposto a fornire alle aziende tutte le informazioni utili sulla normativa e ad assistere queste ultime nei rapporti con il Garante.

Il termine della moratoria

Il percorso di adeguamento sembra dunque procedere in modo spedito, anche se — come testimonia il numero dei contatti con l'URP ancora alto — molte aziende sembrano avere bisogno di ulteriori delucidazioni su come mettersi in regola con la normativa. Per i soggetti rimasti ancora indietro sull'argomento però purtroppo il tempo rimasto a disposizione è agli sgoccioli: il periodo definito di prima applicazione del GDPR scade domenica 19 maggio. A partire dal giorno successivo le autorità incaricate di effetuare i controlli non potranno più considerare eventuali violazioni come errori commessi in buona fede da imprese e professionisti in difficoltà, e anzi c'è da aspettarsi un intensificarsi delle verifiche.

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