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Dopo mesi di escalation, i timori dei rami governativi degli Stati Uniti nei confronti del produttore cinese Huawei hanno varcato i confini nazionali. Pochi mesi dopo il rapporto delle agenzie di intelligence Usa che avevano messo in guardia i cittadini americani dall'utilizzare prodotti e servizi realizzati dalla società, ora sembra che ufficiali del governo stiano entrando direttamente in contatto con i loro omologhi nei Paesi alleati per persuaderli a fare lo stesso. Lo ha rivelato il Wall Street Journal citando fonti che hanno preferito rimanere anonime ma che il quotidiano ritiene essere bene informate sulla situazione.

Non è la prima volta che i contrasti tra il produttore cinese e gli Stati Uniti finiscono sotto i riflettori globali. Huawei viene infatti da tempo considerata dall'intelligence Usa come troppo vicina al governo cinese, che con la controparte statunitense ha un rapporto molto sfaccettato e per certi versi conflittuale. Il gruppo inoltre non produce solo smartphone, ma va forte anche nello sviluppo di tecnologie e infrastrutture per le telecomunicazioni (e anzi, l'avventura del gruppo nell'ambito dell'elettronica di consumo è cominciata solo anni dopo). Per questi motivi i dispositivi e le apparecchiature con il marchio Huawei sono giudicati dal governo Usa come potenziali facilitatori per operazioni di spionaggio internazionale, e hanno sempre faticato a varcare la soglia del Paese

È la prima volta però che si ha notizia di un tentativo dagli Usa di spingere Paesi amici a fare le stesse scelte. Tra i coinvolti — fa notare il Wall Street Journal — ci sono diverse potenze che ospitano basi militari statunitensi sul proprio territorio, come Germania, Giappone e Italia. I soggetti che sarebbero stati contattati dagli ufficiali statunitensi il Wall Street Journal invece sarebbero non solamente membri governativi, ma anche manager delle società che nei luoghi interessati operano come fornitori di servizi telefonici. Huawei dal canto suo si è detta sorpresa dal comportamento del governo Usa emerso dall'articolo.