Negli scorsi giorni gli Stati Uniti hanno concesso a Huawei altri tre mesi prima di far entrare in vigore il divieto imposto alle proprie aziende di commerciare con il gruppo cinese senza specifica licenza; la mossa è sembrata una boccata d'aria fresca per il produttore orientale, ma in queste ore è stata ridimensionata da un ulteriore provvedimento: un azzeramento totale dei fondi governativi normalmente concessi agli operatori telefonici per comprare equipaggiamento proveniente da Huawei e ZTE.

La decisione è arrivata dalla Federal Communications Commission, l'organo che negli Stati Uniti regolamenta le telecomunicazioni e in generale gli utilizzi non governativi dello spettro radio. L'ente controlla infatti dal 1997 un sostanzioso fondo pubblico che viene parzialmente messo a disposizione degli operatori telefonici per aiutarli a sviluppare infrastrutture di rete cellulare capaci di servire con efficienza anche le aree del Paese dove farlo risulterebbe antieconomico; con la decisione presa in questi giorni la FCC ha però formalmente impedito a questi soggetti di utilizzare i fondi allocati per comprare strumentazioni dai due gruppi cinesi.

Le motivazioni alla base della decisione sono le consuete utilizzate dal governo statunitense per giustificare le mosse intraprese nei confronti di Huawei, ovvero il "rischio per la sicurezza nazionale" rappresentato dall'utilizzo esteso di equipaggiamento prodotto da un'azienda ritenuta vicina al governo di Pechino. Per il colosso cinese la decisione sarebbe non solo "basata su informazioni parziali e presupposti errati" ma anche illegale.

La FCC sta però continuando per la sua strada, e prendendo in considerazione l'idea di costringere gli operatori a rinunciare anche all'equipaggiamento Huawei già impiegato, rimuovendolo completamente da ripetitori e dalle altri elementi della rete per sostituirlo con alternative provenienti da altre aziende. Nel frattempo a fare le spese della decisione saranno in primo luogo sia i piccoli operatori telefonici attivi nelle aree rurali del Paese – che da Huawei potevano acquistare attrezzatura a buon mercato, mettendo a frutto i fondi messi loro a disposizione – sia i clienti di questi soggetti, che potrebbero così subire disagi nella qualità del servizio offerto loro.