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Google I/O: da nuovi prodotti derivano nuovi rischi (e nuove opportunità)

Resoconto finale della due giorni californiana di Google I/O 2011: rischi e opportunità connesse alle principali novità annunciate da BigG.
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A cura di Anna Coluccino
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Alla fine di questa intensa due giorni, possiamo affermare senza tema di smentita che il Google I/O 2011 non ha affatto deluso le aspettative (come molti prospettavano), anzi… A dirla tutta, i lanci ufficiali -per quanto di prodotti e servizi largamente attesi- sono stati molto più numerosi di quanto non ci si aspettasse. Ad esempio, erano in molti a dubitare del fatto che questa edizione della conferenza dedicata agli sviluppatori sarebbe stata teatro del lancio del Chromebook, così come non si nutrivano grandi speranze in merito all'implementazione della versione beta di Go0ogle Music, specie se si considera il momentaneo fallimento delle trattative con le grandi etichette discografiche.

Evidentemente l'era Page non si apre all'insegna della prudenza e della cauta ponderazione, ma dell'esaltazione di un atteggiamento proattivo e ottimista che, sebbene appaia di per sé piuttosto consono allo stile di un'azienda come Google che non ha mai avuto paura di fallire e ricominciare, sembra comunicare più il bisogno compulsivo di colpire il più in fretta possibile almeno un obiettivo, che il reale desiderio di sperimentare o la presenza di un clima di grande fermento. Insomma, l'overdose di novità messe in campo da BigG potrebbero voler dire due cose: o rappresentano una di raffica di proiettili sparata nel buio (per la serie: qualcosa colpiremo) o -invece- sono il segno di una ritrovata voglia di fare e di rischiare, a prescindere dai non pochi disastri collezionati negli ultimi due anni (Buzz e Wave su tutti).

Quale che sia la verità, il punto è che è passato davvero molto tempo da quando Mountain View segnava in maniera decisiva e rivoluzionaria il mondo del web, ed è più che normale che una grande compagnia senta l'esigenza di fare qualcosa di più che vivere di un'onestissima e lauta rendita garantita da ottimi prodotti come Android (che per molti è il miglior sistema operativo per dispositivi mobili attualmente sul mercato), Chrome e i moltissimi servizi Internet che connotano l'operato di BigG.

Il momento di grazia di Android è innegabile, e l'annuncio della nuova versione Ice Cream Sandwich (che sarà disponibile sul mercato entro l'ultimo trimestre del 2011) non ha fatto altro che entusiasmare ancor di più gli appassionati del sistema operativo made in Mountain View. Queste, in breve, le caratteristiche del nuovo sistema operativo:

  • compatibilità con tutti i dispositivi (smartphone, tablet, PC…);
  • miglioramento dell'interfaccia grafica;
  • riconoscimento facciale;
  • videochiamata;
  • compatibilità con il joypad della Xbox 360;
  • posizionamento automatico della fotocamera in base al soggetto ritratto.

Per quel che concerne, invece, Google Music abbiamo già rilevato come, fatte salve le ottime intenzioni, la buona realizzazione grafica e gli interessanti risvolti collegati alla completa implementazione di uno store musicale cloud-based, continua a mancare un elemento dal quale non si può prescindere: la musica. O, quantomeno, buona parte della musica più popolare, vale a dire quella i cui diritti appartengono a major tanto potenti quanto ottuse. Senza la risoluzione di questo nodo essenziale, la sperimentazione della versione beta vale solo come esperimento tecnico o poco più.

Altra novità è stata la presentazione ufficiale di Google +1 che, rispetto al lancio avvenuto qualche settimana fa, si è arricchito di nuove funzionalità. La presenza del pulsante +1, infatti, oltre che all'interno dei risultati di ricerca sarà estesa a:

  • inserzioni pubblicitarie;
  • browser Chrome (sotto forma di plugin);
  • siti web;

e potrà -inoltre- essere associato un account di Google Analytics per misurare le interazioni degli utenti. Ed è in quest'ultima caratteristica che si stipano i sogni e le speranze degli sviluppatori, giacché (fatta eccezione per qualche trascurabile differenza) il resto non è altro che un copia-incolla del "Mi piace" facebookiano.

E per finire, citiamo altri due tra gli annunci più attesi: l'apertura del Google Storage e il lancio di Chrome OS con relativi notebook dedicati (i Chromebook realizzati da Samsung e Acer). Mentre la prima news, per quanto lieta, riguarda per lo più gli sviluppatori che, da oggi in poi, non avranno più bisogno di ricevere un invito per accedere al servizio, la seconda rappresenta il vero azzardo di BigG, il vero lancio, la vera (possibile?) rivoluzione.

Il Chromebook, infatti, a differenza di tutto ciò che è stato detto, annunciato o lanciato all'interno della due giorni californiana, è l'unico prodotto totalmente innovativo: un notebook la cui "memoria" trova posto interamente nella cloud. Ed è proprio su questo prodotto che si gioca la partita che vede in campo i più grandi colossi tecnologici per la conquista del titolo di genio dell'innovazione, di visionario. Si tratta però di una partita difficilissima per Google: i fattori che potrebbero determinare il successo dei Chromebook sono gli stessi che (in base ad imprevedibili dinamiche sociali) potrebbero segnarne il fallimento.

Forse era più opportuno aspettare ancora un po'. La bufera privacy incombe minacciosa e, ogni giorno, i media stillano notizie più o meno allarmanti in merito alla scarsa sicurezza dei dati online, alle "spie" nascoste nei nostri dispositivi mobili, alle infinite truffe presenti sul web… Il pericolo è che Mountain View debba spendere più tempo e risorse a convincere i potenziali acquirenti dell'assoluta sicurezza dei dispositivi cloud-based che a migliorarne le prestazioni e, magari, inventarsi favolose e imperdibili features.

We'll see.

Per adesso, a differenza dello staff di BigG, ci limitiamo ad esprimere cauto ottimismo.

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