Iniziano ad arrivare piccoli segnali di disgelo da parte dell'industria hi tech che negli ultimi giorni sembra aver fatto a gara per chiudere le porte in faccia al produttore di smartphone (e colosso delle reti di telecomunicazioni) Huawei. Come conseguenza della guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina, negli ultimi giorni la multinazionale di Shenzhen si è vista isolare completamente da molti produttori di hardware e software statunitensi ed europei, ma nelle scorse ore alcuni soggetti hanno iniziato a tornare sui loro passi. Il più importante è sicuramente la SD Association, il consorzio di produttori promotori delle note schede di memoria che nei giorni scorsi aveva estromesso Huawei dai propri membri e che ora lo ha appena riaccolto tra le proprie fila. L'associazione non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito alla vicenda, ma il nome di Huawei è appena ricomparso sul sito ufficiale nella lista delle aziende che supportano lo standard.

Cosa significa per Huawei

In realtà il supporto alle schede microSD era probabilmente l'ultimo dei problemi per Huawei. Nei suoi dispositivi più sofisticati di ultima generazione la società era già passata a sfruttare schede di memoria proprietarie battezzate NM Card, più compatte ma allo stesso tempo più difficili da realizzare (per Huawei) e da trovare (per gli utenti). Essere riammessi nel consorzio però ha comunque un valore: lo standard SD è ancora utilizzato nella grandissima maggioranza di gadget Huawei e poterci contare anche nell'immediato futuro permetterà al gruppo di utilizzare componenti più economiche all'interno dei telefoni di fascia media e bassa.

Non solo SD Association

Inoltre la riammissione potrebbe essere il segnale di un mutamento nell'atteggiamento dell'amministrazione Trump nei confronti del gigante cinese; in queste ore in effetti anche la WiFi Alliance ha fatto marcia indietro su una decisione del tutto simile presa pochi giorni fa. Il gruppo – che si occupa della definizione degli standard di comunicazione wireless alla base di tutte le connessioni a Internet senza fili – ha riammesso Huawei nei propri elenchi, così come ha fatto anche la JEDEC, altro organismo che si occupa di definire le specifiche tecniche relative a semiconduttori come circuiti integrati e memorie RAM (e dal quale Huawei si era estromessa da sola in attesa di sviluppi). Per sapere se il clima nei confronti dell'azienda sia effettivamente mutato basterà aspettare qualche giorno: in tal caso le reazioni di eventuali altri soggetti non dovrebbero tardare ad arrivare.