Tra le conseguenze del divieto di commerciare con Huawei imposto dall'amministrazione Trump alle aziende statunitensi ce n'è una che ancora non era stata presa in considerazione: la perdita di posti di lavoro nelle aziende che fanno capo al colosso cinese ma risiedono negli Stati Uniti, che per via delle sanzioni imposte dal governo USA non possono sicuramente operare come vorrebbero. Tra queste c'è Futurewei Technologies, una delle numerose aziende di proprietà del colosso cinese e che – riporta il Wall Street Journal – starebbe pensando a un piano di licenziamenti per i propri dipendenti in USA.

Cos'è Futurewei Technologies

La società è una sussidiaria del gruppo Huawei con diverse sedi negli Stati Uniti e dedita principalmente alla ricerca e sviluppo. Forte di centinaia di dipendenti, vanta più di 2.000 brevetti negli ambiti della telefonia e delle tecnologie video e collabora con università e istituti di ricerca in tutto il territorio statunitense, ma finora è sempre rimasta lontana dai riflettori per un motivo molto semplice: ha sempre operato in estrema sinergia con la casa madre.

La presa di distanza

Nelle scorse settimane, secondo indiscrezioni riferite da Reuters, le cose potrebbero aver iniziato a prendere un altro corso: la società sembra infatti abbia intrapreso un percorso di distanziamento da Huawei per tentare di salvaguardare i propri rapporti con la comunità scientifica con la quale ha sempre collaborato – anch'essa condizionata dagli effetti delle imposizioni di Washington. Stando a quanto raccontato da uno degli impiegati, Futurewei avrebbe iniziato a vietare l'ingresso dei colleghi di Huawei nei propri uffici, a migrare il proprio sistema informatico su una infrastruttura distinta e perfino a eliminare i riferimenti al nome e al logo della casa madre nelle proprie comunicazioni ufficiali.

I dipendenti davanti a una scelta

La notizia di questi giorni potrebbe rappresentare dunque solo l'ultimo passo di una strategia di ridimensionamento delle operazioni della quale sembra pagherà il prezzo un numero di lavoratori nell'ordine delle centinaia, su 850 impiegati totali. Stando al Wall Street Journal alcuni dei dipendenti interessati dal provvedimento sarebbero già stati informati, mentre al personale di origine cinese sarebbe stato offerto di continuare a lavorare per il gruppo facendo però ritorno in patria. Tutto mentre il destino dei provvedimenti attuati dall'amministrazione Trump è ancora incerto: il governo statunitense ha infatti recentemente confermato che intende rilasciare ai partner USA di Huawei le autorizzazioni necessarie a riprendere i rapporti col gruppo, pur senza annullare definitivamente gli effetti dell'inclusione di Huawei nella lista nera del commercio che ha dato origine a tutta la questione.