Dopo settimane passate in apnea, Huawei può finalmente prendere il respiro e tornare a commerciare con le aziende statunitensi come se nulla fosse successo, o quasi. Lo aveva anticipato Donald Trump qualche settimana fa e ora lo ha confermato il ministro al commercio Wilbur Ross, annunciando nelle scorse ore che il governo degli Stati Uniti è intenzionato a rilasciare alle aziende che operano sul suo territorio le licenze necessarie a vendere i propri prodotti al colosso cinese, anche se quest'ultimo continuerà a rimanere un sorvegliato speciale dell'amministrazione Trump.

Da Google a Intel e da Qualcomm a Broadcom — tutte le aziende statunitensi, europee o asiatiche che avevano dovuto ridefinire, mettere in pausa o addirittura interrompere i propri rapporti con Huawei possono ora tentare di recuperare il tempo e il denaro perduto a causa dell'iscrizione del gruppo cinese nella lista nera del commercio USA, iscrizione che però non è stata revocata. La famigerata lista (che include i soggetti sospettati di essere coinvolti in attività contrarie agli interessi o alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti) esige infatti che le aziende che vogliono averci a che fare richiedano al governo una speciale autorizzazione, e il governo statunitense ha semplicemente dichiarato di aver ripreso a fornire le autorizzazioni in questione.

Quella annunciata dall'amministrazione Trump ha dunque le caratteristiche di una tregua più che di una pace; un gesto probabilmente conseguente all'allentarsi delle tensioni nelle trattative commerciali con la Cina, che però non priva i funzionari USA della possibilità di riportare in breve tempo le cose a come stavano fino a poche ore fa. Per capire se la situazione per Huawei e le sue aziende partner rimarrà stabile occorrerà dunque aspettare.