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Dopo mesi passati in una sorta di limbo commerciale che ha influito pesantemente sulle sue attività, finalmente Huawei sembra essere sul punto di tornare nelle grazie del governo statunitense. Lo ha anticipato in queste ore il segretario al commercio USA Wilbur Ross, che nel corso di un'intervista concessa a Bloomberg ha affermato che presto il divieto governativo imposto alle aziende statunitensi di fare affari con Huawei potrebbe presto cadere. La svolta permetterebbe al gruppo di riprendere i rapporti commerciali con Google e con numerose altre realtà a stelle e strisce fondamentali per lo sviluppo e la produzione dei propri smartphone, e non solo.

Nel mese di maggio l'amministrazione Trump aveva firmato un provvedimento attraverso il quale impediva alle aziende del Paese di commerciare con Huawei se non provviste di specifica licenza. La mossa è seguita a mesi durante i quali gli Stati Uniti hanno accusato Huawei di rappresentare una minaccia per la sicurezza del Paese a causa di una presunta (ma mai comprovata) vicinanza con il governo cinese. Il divieto in realtà non è mai effettivamente entrato in vigore: la sua messa in atto è stata posticipata in due differenti occasioni, ma la vicenda ha comunque messo in crisi i rapporti tra Huawei e alcuni importanti fornitori statunitensi ed europei come Google (che realizza il sistema operativo Android e i Google Services presenti sugli smartphone del gruppo venduti in occidente) ed ARM (che progetta i processori presenti praticamente su tutti i prodotti del gruppo).

Considerato che la seconda deroga è in scadenza a metà novembre, non stupisce più di tanto che il governo USA stia per prendere una decisione in merito a Huawei proprio in queste ore, ma fino alle dichiarazioni di Ross non era effettivamente chiaro in quale direzione si sarebbe mossa l'amministrazione Trump. Nel corso dell'intervista a Bloobmerg, Ross ha specificato che a richiedere il permesso per poter rimanere in affari con Huawei sono state 206 aziende e che le licenze sono in arrivo: se così fosse, Huawei non uscirebbe del tutto dalla lista nera del commercio statunitense nella quale è stata inserita a maggio, ma la sua situazione migliorerebbe nettamente.

Il gruppo potrebbe infatti tornare a utilizzare il sistema operativo Android con i Google Services sui suoi nuovi smartphone, a impiegare chip Intel sui laptop e a collaborare con le numerose aziende e relatà anche al di fuori del territorio statunitense che in questi mesi hanno interrotto i rapporti con la società per timore di ripercussioni lato USA.