Opinioni
12 Marzo 2019
17:42

I figli del futuro? Saranno in la realtà aumentata, nasceranno dal nostro DNA e vivranno per sempre

Potrebbe accadere entro il 2050 o il 2060, quando l’uomo avrà una conoscenza molto più profonda del genoma e potrà memorizzarlo interamente in un database, per poi dare vita a bambini virtuali nati dall’unione del DNA di due persone, che cresceranno e si comporteranno come dei bambini reali, ed avranno caratteristiche fisiche derivanti dai due “genitori”.
A cura di Dario Caliendo

Sembra quasi uno scenario apocalittico, ma potrebbe essere più reale di quanto si possa credere. A fare questa controversa previsione è il Dr. Ian Pearson, un'autorità nel mondo delle nuove tecnologie, che al The Sun ha anticipato una tendenza che a suo parere potrebbe diventare realtà entro il 2050 ed essere molto in voga soprattutto nelle coppie che non sono in grado di avere figli.

Secondo il futurologo, utilizzando degli occhiali per la realtà aumentata i "genitori" del futuro potranno interagire con i loro figli virtuali, creati tramite l'analisi e l'unione del DNA dei due individui, che cresceranno proprio come dei veri bambini, ma vivranno per sempre e non costeranno nulla nelle loro fasi di crescita.

"Entro il 2050 avremo una migliore comprensione del DNA e le persone avranno la possibilità di caricare il loro intero genoma in un database di computer", ha dichiarato il Dott. Pearson, "Sarà quindi possibile combinare il proprio DNA digitale con quello di un'altra persona e simulare un bambino che vive un'esistenza virtuale".

La tecnologia di realtà aumentata non è una novità, ed è la parte fondamentale di applicazioni e giochi come Pokemon Go, un titolo di grande successo che sovrappone i personaggi del celebre cartone animato ad ambienti reali inquadrati tramite la fotocamera di smartphone e tablet, e potrebbe presto consentire alle persone di interagire con bambini virtuali, anche solo per provare l'esperienza genitoriale prima di concepire un figlio.

Tutto sommato, l'idea è molto simile ai tanti simulatori robot diventati popolari nei primi anni 2000 e proprio come le loro controparti meccaniche, i bambini virtuali riprodurranno fedelmente tutti gli atteggiamenti più diffusi in un neonato e nelle diverse fasi di crescita: potranno piangere, vomitare, si potranno ammalare e avranno bisogno di cure – seppur virtuali – per guarire.

"Entro il 2050 o il 2060, capiremo talmente bene come funziona il genoma umano, che potremo creare dei  bambini virtuali realistici basati sul nostro DNA" – continua il futurologo – "che agiranno e cresceranno come un vero e proprio essere umano, e dei quali conosceremo anticipatamente la statura, il colore degli occhi e tutte le altre caratteristiche fisiche".

Ma fortunatamente quella di Pearson è una visione estremista del futuro. Ed anche se si corre realmente il rischio che possa diventare realtà e che alcune persone possano scegliere di avere un "bambino virtuale" piuttosto che uno reale, l'esperienza di avere dei figli propri vincerà sempre su qualsiasi cosa.

Anche sulla "comodità" di interagire con un personaggio virtuale utilizzando degli occhiali di realtà aumentata ad altissima risoluzione, che potrebbe realmente avere l'aspetto di un figlio nato da due genitori ma che sarà possibile spegnere ogni qualvolta si vuole.

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