La tecnologia continua a rinnovare e ad accelerare il cambiamento verso la digitalizzazione. Affinché nessuno rimanga escluso da questa grande rivoluzione, però, sono necessarie infrastrutture di rete capillari e grande velocità di implementazione. Di fronte alle nuove restrizioni che questo autunno caldo sta prospettando per gestire l’emergenza legata alla pandemia e, di conseguenza, all’inevitabile incremento di richieste di connessione – soprattutto per lo smart working e la didattica a distanza – riuscire ad arrivare “ovunque” è un’ambizione urgente.

La digitalizzazione deve aiutare a incentivare il cambiamento e a supportare la “fase” globale che stiamo vivendo. Con l’obiettivo di offrire a tutti le stesse opportunità, ovunque si trovino. 

Una Rete veloce che unisce tutto il Paese

Open Fiber da tempo ha iniziato l’ambizioso progetto di portare la Rete in ogni luogo del Paese, soprattutto nelle aree bianche: le zone più remote e isolate del Paese in cui altri operatori non hanno ritenuto conveniente investire. È proprio in queste aree che Open Fiber sta portando, in qualità di concessionario per il Piano BUL, una rete ultrabroadband in fibra ottica con tecnologia Ftth – ossia, la fibra fino a casa – e nelle zone più remote in FWA (Fixed Wireless Access).

Innovazione tecnologica: la Realtà Aumentata degli smart glasses

Una volta posta la rete, inizia la fase di collaudo – di solito accompagnata da più lunghi tempi di attesa. Per ovviare al rallentamento nella fruizione, almeno delle tratte già realizzate, si è ricorsi ancora una volta ad una soluzione innovativa: gli smart glasses. Sono dei mini-computer indossabili come occhiali che fanno risparmiare tempo e accelerano la fase di roll-out. Inutile dire che il loro impiego sta rivoluzionando ogni settore, da quello dei trasporti a quello delle utility e delle infrastrutture. Nel caso di Open Fiber, la scelta degli smart glasses per il roll-out è stata compiuta in sinergia con Infratel – la società in house del Ministero dello Sviluppo Economico deputata a concedere il cartellino verde ai cantieri che hanno rispettato i parametri stabiliti in concessione.

Tempi record

Gli smart glasses, grazie alla piattaforma web Smart Collaudo (nata dal sistema Eagle View), permettono ai tecnici di effettuare i collaudi da remoto. La realtà aumentata consente di sovrapporre le informazioni multimediali a ciò che si vede con gli smart glasses (indossati da un operatore sul posto). Il live streaming, d’altro canto, permette al collaudatore in ufficio di seguire ciò che vedono gli occhi dell’operatore sul campo, di collaudare e di interagire con lui. Una modalità smart e veloce che consente di seguire da remoto più operatori, dislocati tra i 7 mila comuni nei quali Open Fiber sta portando la fibra ottica. Un risparmio di tempo, denaro e risorse umane.

Dai comuni più piccoli a un grande Progetto-Paese

Pensare ai comuni in cui questo collaudo è già stato eseguito è emblematico: Floresta, nel messinese, il più alto comune della Sicilia coi suoi oltre 1200 metri sul livello del mare; Zero Branco in provincia di Treviso; Castelvetere in Val Fortore, in provincia di Benevento – un piccolo centro al confine con Puglia e Molise. Da oggi saranno connessi ancora di più al mondo. <<Rendere disponibile il prima possibile una rete performante per tutti i cittadini italiani – sottolinea l’amministratore delegato di Open Fiber, Elisabetta Ripa – è la stella polare che seguiamo da quando abbiamo potuto, con mille difficoltà, poggiare la prima pietra di questo grande Progetto-Paese. Lo Smart Collaudo è un esempio concreto di come, grazie alla tecnologia e alla collaborazione tra tutti gli attori, si possa velocizzare la messa a terra di una grande opera come quella che si sta portando avanti con Infratel nell’ambito del Piano Banda Ultra Larga. Un’infrastruttura interamente in fibra ottica la cui importanza è stata resa ancora più evidente dall’emergenza sanitaria che abbiamo affrontato e che ha obbligato il Paese ad accelerare i processi di digitalizzazione>>.