Dopo Elon Musk e Mark Zuckerberg, nelle scorse ore un altro grande nome del settore tecnologico ha fatto il suo debutto sul social network vocale Clubhouse: l'ex numero uno di Microsoft Steve Ballmer. L'intervento era stato programmato dagli organizzatori e ha dato modo a numerosi utenti di affollare fin dai primi minuti la stanza virtuale creata per l'occasione. Come avvenuto per gli interventi di Musk e Zuckerberg, il ritrovo che ha avuto per protagonista Ballmer ha visto la partecipazione del numero massimo di utenti previsto per una singola stanza.

Steve Ballmer oggi è conosciuto per essere il proprietario dei Los Angeles Clippers e in realtà non ha più nulla a che vedere con Microsoft dal 2014, quando si è dimesso dalla più alta carica in azienda assunta nel 2000. La sua influenza nel gruppo fondato da Bill Gates è stata però decisiva per l'azienda — nel bene e nel male; per questo e per la sua personalità esuberante, quello di Ballmer è e rimarra ancora a lungo un nome legato al settore tecnologico.

Su Clubhouse del resto l'imprenditore ha toccato temi che riguardano entrambe le fasi più recenti della sua vita: dalla sua esperienza come proprietario e manager di una squadra NBA a ciò che ha imparato in 14 anni alla guida della più importante azienda tecnologica di allora. Da consigli su come creare e sviluppare prodotti nell'ambito tecnologico ad analogie tra il mondo dell'imprenditoria a quello del basket; il tutto — ha rivelato chiudendo il suo intervento — chiacchierando dalla vasca da bagno.

L'incontro non è stato esattamente spontaneo: Ballmer del resto frequentava già la piattaforma da giorni ed era stato avvistato in alcune stanze dagli utenti. Quella che si è tenuta ieri è stata una vera e propria intervista tenuta nell'ambito del Good Time Show, un appuntamento quotidiano programmato e condotto da Sriram Krishnan, partner del maggiore investitore di Clubhouse. Fortunatamente l'affluenza nelle stanze parallele nate per accogliere gli utenti rimasti esclusi non è stata eccessiva, e l'evento non ha causato malfunzionamenti nell'infrastruttura del social.