26 Novembre 2015
11:46

Natyou, il portale che pubblica i nomi degli utenti dei siti di incontri

Natyou è già stato rinominato “l’incubo della privacy”. Si tratta di una sorta di aggregatore di immagini e informazioni contenute nei siti di incontri, che però qui sono pubbliche e visibili da tutti. Anche se gli account sono stati eliminati.
A cura di Marco Paretti

Basta poco per rimanere invischiati in un sito d'incontri. L'iscrizione può essere frutto di un sincero interesse in questi strumenti per trovare una possibile anima gemella o, semplicemente, curiosità nei confronti di una realtà della quale si parla sempre sottovoce. Insomma, creare un profilo online all'interno di uno di questi sevizi richiede pochi minuti e poi resta lì, apparentemente al sicuro da occhi indiscreti ma contenente un gran numero di informazioni personali e, soprattutto, l'indicazione della stessa iscrizione al sito, che molti considerano una "macchia" al proprio orgoglio. Poi, però, ci si dimentica degli account, della ricerca virtuale oppure si trova semplicemente il proprio partner nella vita reale, senza sfruttare il web.

In questo caso si può cancellare il profilo o dimenticarsene. Tanto è protetto, privato, sicuro. Ma siamo davvero sicuri che sia così? Evidentemente no, visto il massiccio attacco portato a termine contro Avid Life Media – e i suoi siti dedicati ai fedigrafi – che ha portato al rilascio di nomi, indirizzi e informazioni di 40 milioni di adulteri, esponendoli al mondo intero. Non stupisce, quindi, che il Garante per la privacy francese abbia più volte sottolineato l'inefficienza di questi portali in materia di sicurezza, un dato ormai fondamentale soprattutto in un settore che gestisce dati personali e delicati di milioni di persone in tutto il mondo. Ecco perché la piattaforma Natyou è già stata rinominata "l'incubo della privacy".

Le premesse sono semplici quanto terribili per chi si è associato almeno una volta ad un sito di incontri: il portale si pone come una sorta di aggregatore di immagini e informazioni contenute nei siti di incontri, che però qui sono pubbliche e visibili da tutti. Basta una ricerca su Google per scoprire che i nomi associati a portali come Badoo sono chiaramente fruibili da chiunque, con tanto di posizione, informazioni e fotografie in chiaro. Ogni pagina personale è accompagnata da nome, età e un messaggio tradotto probabilmente con Google Translate che riporta tutte le informazioni chiave: “XXX è un uomo di XX anni, che vive a XXXX. Le risorse di XXX provengono da disposizione del pubblico badoo social network a questo indirizzo: http://badoo.com/XXXXXXX. Le pagine Web natyou robot esplorando XXX e istantanee record di esso, il contenuto Web per essere effimera si possono trovare qui risorse sul XXX che non sono più disponibili”.

Elemento ancora più preoccupante è che la raccolta di informazioni da parte di Natyou non prende in considerazione l'eventuale eliminazione dell'account dai siti di incontri. In breve, se si è creato un profilo online e poi si decide di cancellarlo, la propria pagina su Natyou resta pubblica e permette a chiunque di osservare le informazioni che sugli altri portali si è deciso di cancellare definitivamente. Un incubo – illegale, vista anche la latitanza di dati riguardanti i responsabili – per chi ha affidato i propri dati sensibili a siti considerati sicuri. Solo in Italia, stando al portale, i profili degli utenti sarebbero più di 335 mila. Pubblicati, ovviamente, senza consenso e completamente pubblici, indicizzati dai motori di ricerca e cosparsi di pubblicità. Che in questo modo genera introiti per i responsabili sulle spalle degli utenti.

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