Sono passati già quattro anni dall'uscita del OnePlus One, di fatto il primo smartphone "dell'era moderna" ad essere chiamato "flagship killer" e, da allora, sono cambiate tantissime cose. Il primo dispositivo di OnePlus fece subito sbarrare gli occhi a tutti gli appassionati per le sue caratteristiche da top di gamma e il suo prezzo estremamente contenuto, e dopo il One le aziende che hanno deciso di seguire questa strategia sono tante: basti pensare ad Honor, sub-brand di Huawei, oppure a Xiaomi che con Pocophone F1 ha realizzato uno smartphone animato da uno Snapdragon 845 (il top di gamma dei SoC attualmente disponibili) e venduto ad un prezzo di partenza di 329 euro.

Design e materiali Pocophone F1

Nato da una piccola startup interna di Xiaomi, il Pocophone F1 non è uno smartphone che punta a fare dei materiali costruttivi la sua principale caratteristica: insomma, non è brutto, ma di certo non è elegante come alcuni suoi competitor. Il retro è realizzato in policarbonato (a.k.a. plastica) è opaco e ovviamente ha il pregio di essere più resistente del vetro. Esiste anche una versione denominata "Armored edition", che di fatto è quella utilizzata per questa recensione, che ha il retro realizzato in Kevlar.

Quando si impugna il Pocophone F1 non si ha di certo la sensazione di utilizzare un top di gamma, l'ergonomia e il touch-and-feel sono comunque quelle di un ottimo medio-gamma tra l'altro non leggerissimo, ma molto comodo da utilizzare e per niente scivoloso.

Hardware Pocophone F1

E se di design e materiali poco importa (almeno all'azienda), non è così per l'hardware. Pocophone F1 è animato da un processore Qualcomm Snapdragon 845 octacore da 2.28 GHz, affiancato da una GPU Adreno 630, 6 GB di memoria RAM LPDDR4X e 64 o 128 GB di memoria interna. Insomma, in quanto a prestazioni, il primo smartphone di Pocophone non teme nessuno, anche grazie al sistema di raffreddamento a liquido con il quale sarà garantita una dissipazione del calore più ottimizzata con un conseguente aumento delle prestazioni massime del processore.

Ma, chiaramente, questo hardware così potete e il prezzo di vendita molto ridotto, hanno reso necessari diversi compromessi, alcuni dei quali hanno influenzato la dotazione dei sensori, come l'assenza del chip NFC e l'impossibilità di utilizzare la porta USB-C per l'uscita video.

La batteria è una 4000 mAh compatibile con la ricarica veloce QuickCharge 3.0 ed è inutile girarci intorno: l'autonomia è ottima, permette senza alcun problema di arrivare a fine giornata anche con un utilizzo intenso e con un uso medio-basso, da comuni mortali, garantisce anche due giorni di autonomia.

Display Pocophone F1

Il display del Pocophone F1 utilizza un pannello IPS da 6.2 pollici con una risoluzione FullHD+ da  2246 x 1080 pixel. Tutto sommato si tratta di un buon display, certo non è da top di gamma, ma considerando la fascia di prezzo non sfigura per niente, anzi: adattamento della luminosità, colore e bilanciamento sono più che buoni. Non eccelle in profondità delle tonalità nere, ma ricordiamoci sempre che si tratta di uno smartphone venduto a 329 euro.

È inoltre presente il notch, che integra la capsula auricolare, la fotocamera e i vari sensori, e che è possibile disattivare tramite le impostazioni dello smartphone, che ne cambieranno la colorazione, facendolo diventare nero e meno visibile. In ogni caso il display è molto leggibile, anche in condizioni di luce diretta e il trattamento oleofobico lo rende piuttosto resistente alle impronte digitali.

Fotocamera Pocophone F1

Il sistema di fotocamere integrato nel Pocophone F1 è composto da un sensore principale da 12 megapixel f/1.9 e da un sensore secondario da 5 megapixel f/2.0 che verrà però utilizzato solo per il calcolo della profondità necessario per le foto con effetto bokeh. È un sistema a doppia fotocamera che porta con se una grande discrepanza tra le prestazioni in condizioni di buona luminosità e quelle in condizioni di scarsa luminosità.

Nel primo caso, le foto scattate con il Pocophone F1 sono molto buone: i dettagli e la nitidezza sono alti e il bilanciamento del colore è buono e non sono presenti aberrazioni cromatiche di sorta. Le cose cambiano sostanzialmente in condizioni di scarsa luminosità, dove è molto probabile trovare scatti piuttosto rumorosi, con pochi dettagli e dalla dubbia qualità. Non fraintendetemi, non si tratta di fotografie pessime, anzi il risultato è piuttosto buono per questa fascia di prezzo, ma la discrepanza che si ha tra le diverse condizioni di luce è evidente.

Software Pocophone F1

Molto interessante il comparto software. La versione di Android utilizzata al momento dell'introduzione nel mercato è la Oreo 8.1, personalizzato con la MIUI 9.6 che, sì, integra tutte le funzioni che abbiamo visto negli smartphone di Xiaomi, ma viene personalizzata da un launcher sviluppato stesso da quelli di Poco, che rappresenta una rivoluzione per l'interfaccia di Xiaomi. Rispetto alla MIUI classica, l'esperienza utente è molto più orientata verso una Google Experience, è presente un app drawer e le applicazioni vengono ordinate automaticamente in base alla categoria e – udite udite – in base al colore.

La barra di ricerca è stata posizionata in basso, e personalmente la trovo una scelta molto azzeccata, e le prestazioni sono ottime, ma non in tutte le operazioni: nella tastiera, purtroppo, sono presenti dei micro-lag che spero vengano corretti con un futuro aggiornamento software. Certo, si tratta di una piccolezza, ma su uno smartphone che punta tutto sulle prestazioni, trovare una tastiera poco reattiva è molto fastidioso.

Prezzo di vendita in Italia Pocophone F1

Il Pocophone F1 è in vendita in Italia, nei nuovi Xiaomi Store e in diverse catene della grande distribuzione, al prezzo di 329 euro per la versione da 64 GB di memoria interna, e al prezzo di 399 euro per la versione da 128 GB di memoria interna. Il prezzo è estremamente concorrenziale e mette in difficoltà tutta la concorrenza sia considerando la fascia di mercato che considerando l'hardware.

Si tratta tutto sommato di un dispositivo concreto, con ottime prestazioni, che punta alla velocità e non nasconde il fatto di tralasciare tutte le altre caratteristiche accessorie, come i materiali di costruzione. Insomma, il Pocophone F1 è come se aprisse un nuovo segmento di mercato e fosse l'unico della sua categoria.