Nel panorama dei social network si sta affacciando una promettente piattaforma che si chiama Clubhouse e si basa su una premessa finora unica: le interazioni al suo interno avvengono solamente in diretta e tramite audio. L'originalità del sistema, un accorto (dal punto di vista del marketing) sistema a inviti e la giusta attenzione ottenuta da investitori ed esperti del settore tecnologico sono valsi all'app un successo che non va sottovalutato. Per il momento Clubhouse è un social gratuito e senza pubblicità, ma gli osservatori si stanno già chiedendo come farà mantenersi attivo nei mesi a venire, quando gli utenti aumenteranno sempre di più.

Come si sta mantenendo Clubhouse

Come ogni sito internet l'infrastruttura di Clubhouse ha un costo di mantenimento, che considerata la natura della piattaforma non è un costo particolarmente basso. Il social garantisce a 2 milioni di persone (ma il numero è in crescita giorno dopo giorno) un mezzo per entrare in contatto in diretta con flussi audio multipli — vere e proprie stanze virtuali nelle quali all'occorrenza possono prendere parola anche decine di persone contemporaneamente. I fondi per mantenere attivi i server al momento arrivano da investimenti esterni. La prima iniezione di liquidità è arrivata a maggio dell'anno scorso con 10 milioni di euro da Andreessen Horowitz e ad oggi la sua valutazione è di ben 1 miliardo di dollari.

Come si manterrà Clubhouse in futuro

Gli investimenti in Clubhouse sono stati fatti con la consapevolezza che presto la piattaforma dovrà sostentarsi da sé, anche se da questo punto di vista i fondatori non hanno ancora spiegato come intendono farlo. Finora è stata scartata l'ipotesi di basare gli introiti su annunci pubblicitari, il che lascia comunque aperte altre possibilità: dalle stanze a pagamento a programmi ad iscrizione che danno agli utenti accesso a club esclusivi o pacchetti di eventi chiusi.

Il principale valore aggiunto dell'app al momento consiste infatti nelle stanze create attorno a interessi comuni e gestite o moderate da personalità influenti o esperti di vari settori. Può avere senso dunque che — nel panorama di club (o gruppi) e stanze (o eventi) raggiungibili pubblicamente o comunque su invito senza sborsare un euro — esista un sottoinsieme di contenuti premium ad accesso limitato. Clubhouse potrebbe inoltre muoversi in accordo con la comunità di utenti più prolifici all'interno del social, ad esempio permettendo ai creator sulla piattaforma di far pagare biglietti di ingresso alle loro stanze; su queste transazioni il gruppo potrebbe poi trattenere una percentuale.

Potrebbe volerci ancora del tempo prima che i gestori di Clubhouse prendano decisioni definitive su come rendere remunerativa la loro creazione. Il suo successo è agli albori e i comportamenti (e la tipologia) degli utenti all'interno dell'app sono ancora fattori fondamentali per capire quale direzione potrebbe prendere nei prossimi mesi.