Superato il lunedì nero della storia di Huawei, l'azienda si Shenzen può tirare un sospiro di sollievo. A quanto pare, dopo le prime ripercussioni dovute all'inserimento del secondo produttore mondiale di smartphone nella lista nera degli Stati Uniti d'America, che ha portato conseguenze serissime per l'azienda, abbandonata da Google ed altri produttori tecnologici statunitensi ed europei, l'amministrazione Trump ha allentato alcune restrizioni e concesso una licenza temporanea a Huawei.

La licenza temporanea fa guadagnare tempo a Huawei

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha concesso una licenza generale temporanea, per permettere a Huawei di mantenere le reti esistenti e continuare a fornire aggiornamenti software gli smartphone venduti ed attualmente in magazzino.

Nonostante questo piccolo sprazzo di luce relativo ad Android e al software che gestisce gli smartphone di Shenzen, a Huawei resta vietato l'acquisto di parti e componentistiche hardware americane, per la produzione di nuovi prodotti senza autorizzazioni di omologazione che, probabilmente, verranno negate.

"Sembra che l'intenzione sia quella di limitare gli impatti non previsti su terze parti, che utilizzano hardware e apparecchiature Huawei", ha dichiarato Kevin Wolf, avvocato ed ex funzionario del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d'America". E, chiaramente, il provvedimento suggerisce che le modifiche alla catena di distribuzione di Huawei possono avere conseguenze di ampia portata, immediate e soprattutto inattese, sia per le partnership stipulate negli anni, che per gli investimenti in essere.

Quanto dura la licenza temporanea di Huawei

In quanto temporanea, la licenza concessa al colosso di Shenzen dal Dipartimento degli Stati Uniti d'America ha un termine ben stabilito. Con questa licenza Huawei non potrà acquistare hardware da aziende americane con lo scopo di produrre nuovi dispositivi, ma potrà garantire aggiornamenti software e l'accesso a tutti i servizi di Google fino al prossimo 19 agosto.

Superata questa data, sostanzialmente Huawei potrà contare solo sulle proprie gambe. Quale sia il futuro del secondo produttore di smartphone al mondo è ancora un mistero, e lo statement ufficiale rilasciato dall'azienda nelle scorse ore lascia più domande che risposte. È probabile, però, che il (fantastico) P30 Pro possa essere l'ultimo top di gamma Huawei animato dal sistema operativo di Google, e che i prossimi dispositivi prodotti dall'azienda potrebbero utilizzare HuaweiOS, un ipotetico sistema operativo proprietario basato sulla versione Open Source di Android, nel quale non sarà presente il Play Store.

Il prossimo mese, tuttavia, il Presidente Trump dovrebbe incontrare il Presidente cinese Xi Jinping, al vertice del G20 in Giappone, il che potrebbe offrire una finestra per una nuova distensione.