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Fino a oggi l'impossibilità di accedere alla sterminata banca dati di brani di Spotify è stata considerata come uno degli aspetti per i quali Siri si trovava inspiegabilmente indietro rispetto all'Assistente Google, ma finalmente la lacuna è stata colmata: a partire da queste ore infatti l'assistente vocale di iOS è in grado di riconoscere i comandi legati alla celebre app di streaming musicale, e di riprodurre direttamente i brani che le vengono richiesti tramite comandi vocali.

Che Apple e Spotify stessero lavorando sull'integrazione dei propri servizi era già noto da tempo, e in particolare risalgono a pochi giorni fa le prime avvisaglie della novità in arrivo. Oggi però il supporto di Siri a Spotify è ufficiale: pronunciando i relativi comandi preceduti dall'attivazione "Ehi Siri", l'assistente avvia in un paio di secondi la canzone o la playlist desiderata. Gli unici requisiti per il funzionamento della novità sono la compresenza di iOS 13 (l'ultima versione del sistema operativo per iPhone disponibile al grande pubblico ormai da qualche settimana) e dell'ultima beta di Spotify, anche se il supporto sarà presto messo a disposizione anche all'interno delle versioni stabili dell'app.

Per chi è abituato a utilizzare Spotify su Android la notizia può avere un che di sconvolgente: la piattaforma lavora infatti già a meraviglia con l'Assistente Google su ogni tipo di dispositivo che supporta i due servizi. Tra Spotify e Siri invece non c'è mai stata molta intesa – anzi: stando a Spotify il mancato supporto dell'assistente vocale ai propri servizi è sempre stato da ricondursi a una precisa volontà da parte di Apple di minare il successo dell'app per favorire la propria piattaforma Apple Music. Le accuse sono sempre state respinte al mittente da Apple, che nel frattempo con iOS 13 ha reso più semplice a tutti gli sviluppatori interfacciare le proprie app con le abilità di assistenza vocale di Siri.