"Troppo pesante, ma poi cosa ci fai?". Mi ricordo perfettamente il momento in cui, una mattina del marzo del 2010, ho dato in mano il primo modello di iPad alla bibliotecaria della mia università. Lo ha pesato per qualche secondo, ha controllato lo spessore e lo ha subito bollato come dispositivo inutile. E forse in parte aveva ragione: l'iPad ha impiegato anni per trovare un suo posto nel settore e, nonostante la concorrenza sia apparsa e poi evaporata, solo nel corso degli ultimi anni è riuscito ad affermarsi come dispositivo con un suo senso e, soprattutto, come leader del mercato non soltanto dei tablet ma anche dei computer portatili. D'altronde è l'iPad il dispositivo portatile della categoria tablet/PC più venduto al mondo. In questo contesto, l'iPad Pro si è inserito nel corso degli ultimi anni come punto di riferimento professionale per questo segmento tutto sommato nuovo, proponendo una macchina dalle prestazioni di alto livello e da metodi d'interazione semplicemente incompatibili con un computer.

Con il secondo modello di iPad Pro questo approccio si è rivelato un successo: non solo il software è diventato davvero funzionale, ma l'hardware si è rivelato essere una vera bestia. Insomma, l'ultimo iPad Pro è stato il primo ad avvicinarsi davvero ad una situazione nella quale poteva sostituire un PC. Ieri, con la presentazione dei nuovi iPad Pro e dei rinnovati MacBook Air e Mac Mini, Apple ha cementificato questo approccio lanciando quello che senza troppi giri di parole è il miglior tablet sul mercato – che, vale la pena sottolinearlo, non ha praticamente concorrenti minimamente paragonabili all'iPad – e un dispositivo che trova finalmente il suo spazio anche nella difficile scelta tra i vari dispositivi mobili da utilizzare per lavoro o studio.

In questo il più grande competitor dell'iPad Pro, oltre alla concorrenza di ultrabook, è di certo l'altrettanto nuovo MacBook Air, che Apple ha finalmente aggiornato proponendo un design vicino a quello dei MacBook Pro. La linea Air d'altronde è sempre stata la prediletta per tutta quella schiera di studenti e professionisti che non hanno bisogno di lavorare su pesanti programmi di editing video o fotografico, ma magari devono solamente rispondere a mail, navigare sul web, modificare documenti ed effettuare piccoli lavori di ritocco. In questo l'Air si è rivelato essere un prodotto quasi perfetto, caratterizzato da una durata della batteria ottima e da una portabilità senza pari. Il suo unico problema? Non veniva aggiornato da tempo. Ora, però, c'è un altro problema: ha un concorrente in più.

Perché di fatto oggi prima di scegliere un MacBook Air bisognerebbe riflettere davvero sulle proprie necessità. Tutto quello che un MacBook Air può fare, ora può essere svolto tranquillamente da un iPad Pro dotato di tastiera (se proprio si ricerca la comodità di una tastiera fisica). Navigare sul web, mandare email, modificare documenti, lavorare su excel; sono tutti compiti che l'iPad Pro gestisce senza problemi. Dal 2019 si potranno persino editare file PSD su una versione quasi completa di Photoshop. E l'esperienza d'uso è estremamente più immediata rispetto a quella di un portatile: l'iPad è sempre pronto, reattivo e adatto all'epoca degli swipe e degli schermi touch. L'unica soluzione relativamente simile è il Surface Pro di Microsoft, sulla carta una proposta molto simile dal punto di vista delle possibilità e della portabilità. Ma il problema del tablet dell'azienda di Redmond è il suo software, un Windows ancora per troppi aspetti ancorato ad una concezione vecchia di sistema operativo.

Nel caso di uno studente l'accoppiata Smart Keyboard Folio e Apple Pencil è semplicemente perfetta per prendere appunti, leggere libri di testo digitali e condividere i compiti con gli altri compagni. Anche a livello di integrazione di questi accessori siamo ben lontani dall'annata di compromessi del 2015: ora l'Apple Pencil è più intelligente e si ricarica ad induzione collegandosi magneticamente al lato dello schermo. Display che copre tutto il pannello frontale eliminando ogni distrazione. Il risultato è un dispositivo bello, potente e pronto a compiere ogni task.

Nel caso di un professionista, la possibilità di poter leggere, modificare e inviare al volo i documenti, sistemare fogli excel o realizzare e gestire presentazioni può essere racchiusa all'interno di una scocca sottile, leggera e maneggevole. Con le specifiche tecniche del nuovo iPad Pro e del suo processore A12X Bionic i compromessi sono davvero minimi. Se si ha bisogno di montare video o editare fotografie a livello professionale la scelta giusta è sicuramente quella dei MacBook Pro, ma se si devono svolgere compiti più "normali" perché scegliere ancora un computer? Peraltro con l'adozione dello standard USB C diventa ancora più semplice collegare l'iPad ad uno schermo esterno per presentazioni e editing più precisi.

Passare ad un tablet come dispositivo principale, sia per quanto riguarda l'aspetto lavorativo che per quello di fruizione di contenuti per svago, è sicuramente una scelta coraggiosa ora come ora. Ma dopo qualche settimana gli elementi positivi superano di gran lunga le limitazioni. Che di fatto con iOS 12 sono davvero minime per l'utilizzo che una persona media può fare di un tablet/computer. Bisogna poi considerare la possibilità di acquistare la versione dotata di connessione LTE, che di fatto rende l'utilizzo del mezzo totalmente libero da restrizioni di reti WiFi, uffici e caffetterie. È di certo un modo diverso di lavorare o studiare. E per quanto MacOS rappresenti la scelta più conservatrice e per certi aspetti completa, di fatto resta ancorato a molte limitazioni che hanno anche suoi concorrenti come il sopracitato Windows. Il futuro, ormai è chiaro, si chiama iOS.