facebook indagine penale

Suprematisti, nazionalisti e separatisti bianchi potrebbero avere tutti quanti i giorni contati su Facebook: il social network di Mark Zuckerberg ha annunciato in queste ore che le pagine, i gruppi e i contenuti di questo tenore inizieranno a essere bloccati anche automaticamente dagli algoritmi della società che, quando si troveranno di fronte al tentativo di mettere online un contenuto di questo genere, bloccheranno il procedimento.

La presa di posizione arriva dopo le critiche subite dalla società in quest'ultimo periodo, ovvero nei giorni immediatamente successivi alla strage di Christchurch, in Nuova Zelanda. Facebook è stata accusata in pochi giorni innanzitutto di non essere riuscita a bloccare in tempo la messa in onda in diretta della sparatoria e infine di aver permesso che si replicasse sulle proprie pagine raggiungendo un pubblico ancora più vasto. Il gruppo ha risposto elencando le misure prese per evitare l'ulteriore diffusione del video incriminato, ma le critiche non si sono arrestate e si sono fatte a più ampio spettro, fino ad arrivare a un reportage, pubblicato dal The Independent pochi giorni fa, che sottolineava come il social continuasse a ignorare le segnalazioni degli utenti partite nei confronti di pagine basate sullo stesso tossico mix di xenofobia e retorica che ha mosso l'attentatore di Christchurch.

Mercoledì la svolta, annunciata e spiegata con un post sulle proprie pagine: "Finora abbiamo considerato erroneamente nazionalismo e separatismo bianchi, associandoli genericamente ai concetti di nazionalismo e separatismo che invece possono essere una parte importante dell'identità di un popolo. Dalle conversazioni che abbiamo avuto negli ultimi mesi con membri della società civile ed esperti in materia da tutto il mondo abbiamo però capito che si tratta di fenomeni impossibili da isolare dal suprematismo e dall'organizzazione di gruppi violenti".

Da ora in avanti, prosegue Facebook, "le persone potranno continuare a manifestare orgoglio per le proprie origini, ma non saranno tollerate espressioni di supporto a ideologie associabili a nazionalismo e separatismo bianchi". Alla base della lotta contro la diffusione di questo tipo di contenuti ci saranno gli ultimi algoritmi di machine learning a disposizione del gruppo, già da tempo tarati sul contenimento delle espressioni suprematiste. Inoltre, è probabile che Facebook abbia modificato anche le linee guida destinate ai moderatori interni alla società, che anziché sulla prevenzione lavorano sulle segnalazioni degli utenti.

E in Italia?

Nelle comunicazioni della società manca purtroppo qualsiasi riferimento a eventuali contenuti in lingue diverse dall'inglese, motivo per cui è ragionevole supporre che per il momento la nuova attività di filtraggio sarà a disposizione dei soli anglofoni. Il funzionamento degli algoritmi impiegati del resto non è facile da trasporre idioma per idioma: se anche il gruppo ci stesse lavorando, occorrerebbe insomma del tempo prima che il sistema possa essere attivato anche negli altri Paesi.