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Opinioni
13 Maggio 2015
07:53

Da oggi i giornali si leggono su Facebook: al via la sperimentazione di Istant Articles

In collaborazione con una serie di testate giornalistiche internazionali, il colosso di Menlo Park da il via alla sperimentazione di una nuova piattaforma di diffusione delle notizie. Una mossa importante per il social network che se da un lato fa conquistare a Zuckerberg ulteriori quote relative alla gestione della diffusione di contenuti, dall’altro aumenta le preoccupazioni di chi teme che Facebook possa prevalere sulle priorità giornalistiche.
A cura di Dario Caliendo
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Al via la sperimentazione di una nuova piattaforma, anticipata da una serie di indiscrezioni proprio negli ultimi giorni, che permetterà all'enorme bacino d'utenza di Facebook di accedere agli articoli di alcuni dei più importanti media del mondo direttamente tramite l'applicazione mobile del social network. Si chiama Istant Articles, per ora integrerà una selezione degli articoli disponibili sui siti tradizionali delle testate che partecipano alla fase di test e, a seconda della reazione dei lettori, nel corso dei prossimi mesi verrà esteso o rivisto.

I motivi che hanno spinto quelli di Facebook a introdurre a Instant Articles sono principalmente due: ottimizzare le tempistiche di caricamento dei contenuti e migliorare l'esperienza di lettura degli utenti che vi accedono. Insomma, con il nuovo sistema di Zuckerberg si passerà dai circa otto secondi necessari a caricare il contenuto di un link condiviso su Facebook, a tempi di caricamento praticamente istantanei necessari per caricare un articolo ospitato direttamente all'interno del social network.

Il contenuto mostrato negli Istant Articles non sarà necessariamente solo testuale, ma includerà anche immagini, video e altri elementi multimediali, tutti visualizzati utilizzando il motore dell'applicazione mobile di Facebook, come il caricamento automatico di video, di mappe e la visualizzazione delle immagini a schermo intero nel caso in cui si inclini lo smartphone.

Le testate giornalistiche con le quali Facebook sperimenterà questo nuovo motore di diffusione sono il New York Times, il National Geographic, BuzzFeed, NBC News, The Atlantic, The Guardian, BBC News, Spiegel e Bild, mentre altri media si aggiungeranno nel corso dei prossimi mesi.

 

“Fondamentalmente, si tratta di uno strumento che consente agli editori di fornire una migliore esperienza ai propri lettori su Facebook" – ha dichiarato Chris Cox, Chief Product Officer di Facebook –"Instant Articles permette loro di offrire articoli veloci e interattivi mantenendo il controllo dei loro modelli di contenuto e di business”.

Ed è proprio questo il cuore di Istant Articles, la possibilità per gli editori di testare sistemi alternativi non solo per raggiungere i lettori più velocemente, ma anche per inserire i propri annunci pubblicitari e quindi ottimizzare la monetizzazione, che potrebbe essere semplificata anche utilizzando la piattaforma per gli annunci pubblicitari di Facebook.

Mark Thompson, Presidente e CEO, The New York Times Company ha dichiarato: "Il New York Times ha già un pubblico significativo e crescente su Facebook. Stiamo partecipando a Instant Articles per esplorare le possibilità di crescita del numero di utenti del Times su Facebook, migliorando la loro esperienza del nostro giornalismo e aumentare il loro engagment. Abbiamo una lunga tradizione di incontro con i lettori nei luoghi dove si trovano e questo significa anche essere disponibili non solo sui nostri siti, ma sulle piattaforme sociali frequentate da molti utenti attuali e potenziali del Times."

Le prestazioni degli Istant Articles potranno essere valutate dagli editori utilizzando gli strumenti statistici e analitici che da tempo Facebook mette a disposizione a tutti i gestori delle fan page, e saranno ottimizzati e targetizzati in base alle informazioni personali che gli oltre 1,4 miliardi di utenti giornalmente cedono – più o meno consapevolmente – al social network, come i propri interessi, la posizione geografica, le passioni, gli hobby e così via: in questo modo gli editori potranno conoscere nel dettaglio chi legge i propri articoli, da quale paese si collega, la fascia d'età e (soprattutto) i suoi interessi. E' l'eldorado per l'ottimizzazione dei contenuti, ma anche per la creazione e lo studio di campagne pubblicitarie mirate.

Insomma, da "semplice" social network Facebook nel tempo si è trasformato prima in una piattaforma pubblicitaria e ora in una vera e propria piattaforma di diffusione di contenuti e notizie, che va ben oltre alla semplice condivisione dei propri utenti, ma che ne sfrutta le informazioni: da tempo ormai la visualizzazione della sezione "Notizie" del social network non è più gestita in ordine cronologico, ma attraverso una serie di algoritmi automatizzati che  – proprio in base agli interessi di ogni singolo utente – valutano i contenuti a cui dare priorità e visibilità. E' molto probabile quindi che in futuro gli Istant Articles guadagnino una maggiore rilevanza tra tutti i contenuti visualizzati in Timeline, migliorando così i rapporti, non sempre buoni, tra il social network e gli editori.

E' un cerchio che si chiude. L'arrivo degli Istant Articles è un'ulteriore conferma di una strategia chiara sin dall'acquisizione di WhatsApp, e fa parte di un importante piano di diversificazione con il quale il colosso di Menlo Park vuole conquistare il mondo dei dispositivi mobili: diventare il cuore del mobile messaging era solo la punta di un iceberg molto più grande, composto da un ecosistema di applicazioni e piattaforme studiate in modo da spingere gli utenti di tutto il mondo a connettersi, in un modo o nell'altro, alla rete di Zuckerberg ed evitare che la userbase di Facebook "esca" dalla piattaforma cliccando link relativi a notizie, di fatto quelli più condivisi nel social network.

Una mossa importante, quindi, che contemporaneamente fa conquistare a Menlo Park l'affidamento di nuove importanti quote relative alla gestione e alla diffusione delle informazioni e delle notizie, ma allarma chi teme che gli algoritmi di Facebook possano prevalere sulle priorità giornalistiche e di cronaca.

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