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Facebook licenzia i giornalisti e li sostituisce con un algoritmo, ma la soluzione al problema delle notizie di tendenza "di parte" ne ha generato un altro ancora più grande. Solo pochi giorni fa il social network aveva annunciato di aver licenziato il team di giornalisti assunto da pochi mesi che fino ad ora si era occupato della sezione dei Trending Topic, un piccolo riquadro in evidenza non visibile in Italia che indica quali sono le notizie più in voga ogni giorno, associando ad ogni argomento un link particolarmente condiviso sul social. Un approccio inizialmente criticato per via delle accuse di moderazione favorevole ai democratici e che ora ha portato ad un'altra ondata di polemiche a causa della diffusione di bufale proprio per mano del nuovo algoritmo.

Sembra paradossale, ma a causare le nuove problematiche è proprio il software che, almeno in teoria, dovrebbe sostituire la mano umana e rendere i Trending Topic quanto più neutrali possibile. Eppure, nella sola ultima settimana, due notevoli bufale sono finite all'interno della sezione. Inizialmente all'hashtag legato all'evento di presentazione dell'iPhone 7, #AppleEvent, è stato associato un articolo che spiegava come nell'iPhone 8 l'assistente Siri sarebbe uscita fisicamente dallo smartphone per svolgere le faccende di casa, mentre lo sorso 11 settembre il box proponeva un articolo che titolava: "Il video che prova che alcune bombe sono state collocate nelle Torri Gemelle".

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Il primo link apparteneva ad un sito chiaramente fittizio – mostrava la parola "fake" anche nel nome – mentre quello legato al ricordo dell'attacco terroristico era un articolo sensazionalistico pubblicato dal The Daily Star. In entrambi i casi i pezzi lanciati nella sezione Trending Topic hanno superato con troppa facilità le maglie di controllo del nuovo algoritmo, che probabilmente li ha scelti solo per il numero di condivisioni ed interazioni che la caratterizzavano. È qui che la mano umana sarebbe intervenuta per evitare la pubblicazione di notizie di questo genere. Mano che, almeno fino ad agosto, era quella di un team di giornalisti e non quella di un asettico software gestito da ingegneri. Che, ovviamente, non sono giornalisti.

Così i piccoli intoppi nelle ultime settimane sono stati diversi e nemmeno troppo contenuti. D'altronde Facebook ha anche (e soprattutto) l'onere di consentire la diffusione delle informazioni sul web, senza introdursi e rimaneggiarle, certo, ma anche senza consentire la circolazione di evidenti bufale. Che proprio il social network vorrebbe limitare. Ovviamente gli ingegneri del portale hanno immediatamente eliminato i link in entrambi i casi – e in quelli che li hanno preceduti – ma le critiche al nuovo sistema sono arrivate puntuali da tutto il web. La situazione ormai è chiara: Facebook deve trovare un modo per rendere sostenibile e affidabile un box importante come quello dei Trending Topic, soprattutto in un momento di estrema diffusione di articoli/truffa che rischiano di minarne la credibilità.