Facecjoc

Un social network che parla napoletano. Ma anche milanese, siciliano e romanesco. È Facecjoc, un social network sviluppato da Gianluca De Bortoli, informatico friulano che ha avuto l'idea di un "concorrente" di Facebook che potesse dare valore ai dialetti italiani. E così, al momento della registrazione, gli utenti hanno la possibilità di selezionare la loro lingua preferita tra friulano, veneto, emiliano, lombardo, trentino, romanesco, siciliano, napoletano e toscano, questi ultimi implementati da pochi giorni. Un'idea interessante che ha già attirato a sé un buon numero di utenti.

"Ho deciso di sviluppare un social network di proprietà italiana" ha spiegato a Fanpage.it De Bortoli "perché siamo l'unico paese europeo a non avere un social network nazionale". In effetti in molti paesi, oltre ai social più famosi, sono presenti varianti nazionali in grado di tenere testa a Facebook, Twitter e Co. Questo accade in Ungheria, Russia e Cina, per citarne alcuni; in questo caso una realtà di questo tipo non solo attira a sé milioni di utenti, ma crea posti di lavoro e smuove l'economia. Anche perché, a differenza di molti colossi americani, i social network nazionali pagano le tasse nel paese di residenza. Così nasce l'idea di Facecjoc: dall'unione di Face e Cjoc, che in friulano significa letteralmente ubriaco ma viene usato anche per indicare una persona un po’ bizzarra.

Facecjoc

"I dialetti sono un modo carino per incuriosire gli utenti" ha continuato De Bortoli "ma anche per non perdere definitivamente tradizioni in via d'estinzione. Come i dialetti, appunto, che fanno parte della nostra cultura di base". Eppure le varianti dialettali non sono le uniche lingue selezionabili su Facecjoc: De Bortoli ha pensato anche a figli di emigrati italiani e immigrati che, inevitabilmente, non possono conoscere i vari dialetti. Per questo il portale è tradotto anche in inglese, spagnolo, russo, ceco, turco e arabo. L'obiettivo è quello di far iscrivere tutti gli italiani; solo in questo modo il progetto di De Bortoli potrà avere un impatto reale sull'economia del paese. Per il momento il social network è a quota due milioni, ma il fondatore è fiducioso: "Abbiamo registrato un'esplosione con i dialetti veneto, romano e napoletano". Ora, per attirare sempre più utenti, Facecjoc punterà ad affidarsi a volti noti.

Il primo sarà Enzo Salvi, testimonial di Facecjoc perchè "ha capito il senso della nazionalità del mio progetto" spiega De Bortoli. "Come Salvi per Roma e Lazio, stiamo cercando di coinvolgere altre persone famose che, con le loro caratteristiche, possano rappresentare la regione ed il dialetto di appartenenza: mi piacerebbe collaborare con Mara Venier per il Veneto e con Salemme o Biagio Izzo per la Campania". Insomma, un grande obiettivo per una realtà nata in soli tre mesi e completamente autofinanziata dallo stesso De Bortoli. "Era appena morto mio padre e avevo deciso di mettermi in proprio" ha spiegato "Sono stati tre mesi particolari della mia vita, nei quali ho creato la prima piattaforma piuttosto scarna". Da lì, però, ha preso il via il progetto che si è poi concretizzato in Facecjoc.

Facecjoc

Ma quella dell'informatico friulano nasce anche come vera e propria alternativa ai colossi americani; il social network punta infatti ad offrire delle funzionalità uniche anche per invogliare sempre più utenti ad utilizzarlo al posto di Facebook. "Però non vogliamo competere con nessuno" ha precisato De Bortoli "Ho deciso di creare un social raccogliendo molti degli elementi che altri non hanno e che possono interessare agli utenti". Tra questi il più richiesto è senz'altro quello che permette di vedere chi ha aperto la pagina del nostro profilo, una funzione da tempo desiderata da alcuni utenti del social network americano e mai implementata. Ma anche il temuto pulsante "Non mi piace", anch'esso richiesto dagli utenti di Facebook e più volte respinto da Zuckerberg. Non solo rincorsa a funzioni desiderate dai navigatori del web: l'edicola digitale introdotta da Facebook la scorsa settimana è in realtà già attiva all'interno di Facecjoc da 4 mesi. I giornali, peraltro, possono richiedere gratuitamente l'inserimento all'interno del sistema.

La sfida ai giganti del settore passa anche attraverso una maggiore attenzione nei confronti dell'esperienza utente. "Chi va su Facebook viene sommerso da giochi e applicazioni, gioca tre ore e poi esce" ha spiegato De Bortoli a Fanpage.it "su Facecjoc puntiamo a creare connessioni, interazioni e, soprattutto, a insegnare elementi della cultura legata al nostro paese. Molti italiani, per esempio, non conoscono nemmeno il piatto tipico della loro zona". Di strada da fare, però, ce n'è ancora molta. Soprattutto dal punto di vista economico, visto che per ora il modello di business non prevede una monetizzazione elevata.

Facecjoc

"Monetizziamo molto poco, è più un test che altro" ha concluso De Bortoli "attualmente abbiamo pubblicato qualche pubblicità legata a piccole aziende friulane, ma il sistema è ancora in via di sviluppo. In questo modo possiamo valutare il riscontro delle persone in vista di un'infrastruttura pubblicitaria più efficiente". La vera novità introdotta da De Bortoli sono però gli EuroCjoc, una sorta di valuta virtuale che permetterà, previo accumulo di soldi tramite azioni compiute sul portale, di "acquistare" oggetti all'interno del negozio dedicato. Per ora gli EuroCjoc possono essere utilizzati per "adottare" i profili; in pratica chiunque può adottare l'account di un altro utente, una funzione che non comporta nulla di realmente utile se non una buona scusa per "rompere il ghiaccio" e creare interazione tra gli utenti.