In questi giorni la maggior parte dei clienti Huawei in tutto il mondo si sta preoccupando per le sorti del proprio smartphone, dopo il blocco degli affari tra Google e il colosso cinese prima sollecitato e poi prorogato dall'amministrazione Trump. Nelle ultime ore però è emersa l'ipotesi che anche Microsoft potrebbe essere sul punto di adottare misure simili: secondo quanto riporta The Verge la pagina statunitense del negozio online della casa di Redmond ha infatti fatto recentemente sparire ogni riferimento a Matebook X — recente ed elegante laptop del gruppo cinese che fino a poco tempo fa faceva parte del limitato catalogo di dispositivi disponibili sul sito del gruppo guidato da Satya Nadella.

Microsoft non ha ancora espresso una posizione

Nonostante la richiesta di commenti da parte di diverse testate, Microsoft al momento non si è ancora espressa sull'inserimento di Huawei da parte della lista nera del commercio statunitense da parte dell'amministrazione Trump. Eliminare un prodotto valido come Matebook X dal proprio catalogo fa però presagire che la società si stia preparando a distanziarsi almeno parzialmente dal colosso orientale. Se però Microsoft dovesse veramente trovarsi costretta a interrompere i propri rapporti con Huawei, anche gli affari in ambito PC del gruppo cinese sarebbero a rischio.

Le possibili conseguenze

Da una parte infatti la società ha accumulato chip e componentistica sufficiente per proseguire con le operazioni di assemblaggio degli ultimi modelli per ancora tre mesi, e può probabilmente sopravvivere a un eventuale abbandono temporaneo da parte di Intel e altri fornitori USA. Il problema, piuttosto, è il sistema operativo Windows, che a differenza di Android (liberamente utilizzabile, fatta eccezione per la porzione di servizi Google) è un blocco di software unico le cui licenze d'uso vanno acquistate da Microsoft. L'unica alternativa praticabile per Huawei sarebbe dotare i propri PC di una variante di Linux o del fantomatico sistema operativo in sviluppo internamente, che però non sarebbero compatibili con la maggior parte delle app che gli utenti si aspettano di trovare su una macchina Windows.