Le notizie di queste ultime ore sull'interruzione forzata dei rapporti tra il produttore cinese di smartphone Huawei e numerose aziende statunitensi (tra le quali Google) hanno gettato nel panico le numerose persone che negli ultimi anni hanno acquistato proprio un gadget realizzato dall'ormai nota multinazionale. La vicenda è sicuramente rilevante, ma la sua portata e le conseguenze che potrà avere sono ancora difficilmente quantificabili. Nonostante questo le prime reazioni dei clienti Huawei non hanno tardato a manifestarsi: il portale inglese dedicato all'acquisto e alla vendita di oggetti di seconda mano musicMagpie ha rilevato infatti che nel lunedì successivo all'annuncio del governo USA il numero delle persone che hanno reimmesso sul mercato il proprio smartphone Huawei è aumentato del 25% rispetto a quello medio degli altri lunedì.

Reazioni esagerate

La notizia è stata riportata dal Sun, in realtà con toni forse eccessivamente allarmistici. Da una parte infatti è vero che segnali come quelli provenienti da musicMagpie non vanno presi sottogamba: la piattaforma parla di centinaia di persone che in un solo giorno si sono dimostrate ansiose di disfarsi del proprio gadget, ed è solo una di molte realtà — peraltro dalla portata limitata a un singolo Paese. D'altro canto però sia Google che Huawei hanno annunciato quasi immediatamente che le funzionalità dei dispositivi del gruppo non saranno limitate dal provvedimento, una rassicurazione che include i gadget già nelle mani dei consumatori, quelli già nei negozi e perfino quelli appena annunciati, come i recenti Honor 20 che saranno presentati proprio in queste ore.

In cerca di un accordo

Se questo non dovesse bastare, nelle ultime ore il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d’America ha annunciato di aver concesso una licenza temporanea a Huawei che permetterà fino ad agosto alla società di continuare a collaborare con Google come sempre successo, ovvero ricevendo da quest'ultima tutti gli aggiornamenti software necessari al corretto funzionamento dei dispositivi. Se poi al termine della proroga la crisi tra Stati Uniti e Cina non sarà ancora stata disinnescata, rimarranno comunque valide le rassicurazioni delle due aziende fatte a margine degli annunci di ieri: i dispositivi attuali continueranno a ricevere aggiornamenti di app e sistema operativo come sempre avvenuto; svenderli sul mercato dell'usato potrebbe dunque essere una mossa affrettata.