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Stati Uniti contro Huawei

Huawei Mate X rimandato a settembre, lo smartphone pieghevole sarà sottoposto ad altri test

Sembrava dovesse arrivare sul mercato a giugno, ma ora un portavoce di Huawei a confermato a CNBC che non arriverà prima di settembre. Tra le motivazioni c’è la volontà di perfezionare il prodotto dal punto di vista dell’usabilità, ma sulla vicenda si allunga l’ombra dello scontro commerciale tra USA e Cina.
A cura di Lorenzo Longhitano
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Forse i tempi per gli smartphone con schermo pieghevole non sono ancora così maturi come Samsung e Huawei hanno provato a far credere inizialmente al pubblico. Dopo il rinvio a data da destinarsi (ma si dice che l'uscita sia veramente dietro l'angolo) del coreano Samsung Galaxy Fold, ora anche l'alternativa cinese dei rivali di Huawei è stata rinviata alla fine dell'estate. Lo ha confermato in queste ore un portavoce della società alla CNBC, affermando che il Huawei Mate X – che inizialmente si pensava potesse arrivare sul mercato già a giugno – non vedrà la luce prima di settembre.

L'ombra dello scontro con gli USA

In questi mesi in realtà Huawei ha ben altro a cui pensare: finita al centro di uno scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, la società si è vista voltare le spalle dall'intero comparto tecnologico USA e sta lavorando alacremente per perfezionare un piano B da attuare nel caso in cui le tensioni tra i due Paesi non dovessero allentarsi. La vicenda però sembra non avere nulla a che vedere con il rinvio di Mate X, almeno non stando alle fonti ufficiali di Huawei: secondo il portavoce che ha parlato con CNBC, dietro al rinvio ci sarebbe semplicemente la volontà di effettuare nuovi test dedicati alla resistenza del gadget e al buon funzionamento delle app nel peculiare formato convertibile.

Un attimo di pausa

Il gruppo avrebbe insomma deciso di adottare un approccio più cauto proprio dopo aver assistito da spettatore alla vicenda di Samsung Galaxy Fold – che dopo essere stato messo nelle mani dei primi recensori è stato ritirato dalla casa produttrice per via di difetti strutturali emersi dopo poche ore di prove, e ad oggi attende ancora una data di uscita ufficiale. Dopo lo scivolone coreano, Huawei si sarebbe insomma trovata di fronte a una scelta – tentare di superare a destra Samsung oppure approfittare del tempo in più concessole per perfezionare il suo stesso dispositivo – e avrebbe optato per la seconda opzione.

Questo almeno è quello che lasciano a intendere le parole del portavoce di Huawei, secondo le quali il gruppo "non ha intenzione di lanciare un prodotto che possa minarne la reputazione". Un'altra possibilità però che è il gruppo stia effettivamente aspettando per capire quale software dovrà installare sul gadget: per CNBC infatti gadget arriverà a settembre con il sistema operativo Android a bordo, mentre per il Wall Street Journal questo aspetto non è ancora del tutto chiaro, e il telefono potrebbe dover uscire con l'ancora fumoso sistema operativo proprietario di Huawei.

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