Opinioni
12 Aprile 2016
13:42

iPhone SE: vecchio nel look, ma non nelle prestazioni

Criticato e deriso al suo annuncio, in fase di prova l’iPhone SE da 4 pollici non solo ha dimostrato di essere un ottimo smartphone, ma anche (e soprattutto) di poter contare su un mercato ancora fruttuoso. Al netto dei compromessi che, inevitabilmente, caratterizzano il terzo componente della linea degli iPhone.
A cura di Marco Paretti

Quando Apple presentò l'iPhone 5, lo schermo da 4 pollici che caratterizzava il dispositivo veniva considerato quasi al limite dell'accettabile, persino troppo grande per alcuni a causa dello spazio maggiore nella parte superiore. Poi è letteralmente esplosa l'era dei phablet – gli smartphone dotati di schermo maggiorato – che ha visto arrivare sul mercato device sempre più grandi, un trend in seguito abbracciato dalla stessa Apple con l'aumento delle dimensioni degli iPhone a 4,7 pollici (6/6S) e 5,5 pollici (6/6S Plus). Un fenomeno comprensibile, d'altronde la fruizione di contenuti avviene sempre più spesso su smartphone, dai social network a YouTube, ma anche Netflix, Instagram e la semplice visione delle fotografie. Eppure è ancora ben presente uno zoccolo duro composto da utenti che preferiscono misure più contenute: sono 30 milioni, secondo Apple, ad aver scelto i 4 pollici nel 2015. Un bacino che, insieme ad altri fattori, può giustificare il lancio a sorpresa – al netto delle indiscrezioni – dell'iPhone SE.

La questione è semplice: milioni di persone non vogliono un phablet. È un dato di fatto che, nonostante gran parte dell'intrattenimento online stia volgendo lo sguardo sempre più verso gli schermi "piccoli", sia ancora presente un buon numero di utenti interessati a dimensioni più confortevoli. Questo non significa che il trend dei phablet si sgonfierà, anzi, ma semplicemente che il mercato dei device da quattro pollici è ancora fruttuoso dal punto di vista dei ricavi. Così si è arrivati all'iPhone SE: criticato, deriso e accusato di aver semplicemente proposto un cellulare vecchio di quattro anni con qualche miglioria. Il che, in effetti, è in parte vero: l'iPhone SE è in tutto e per tutto l'iPhone 5/5S, al netto dei bordi levigati e non a specchio che ornavano la prima versione. A parte questo, però, il nuovo smartphone della mela propone esattamente lo stesso design visto sul telefono che per primo ha aumentato le dimensioni del display: stesso corpo in alluminio (con l'aggiunta del colore oro rosa), stessa disposizione dei tasti e stesso display retina (con risoluzione minore).

Prendere in mano l'SE oggi comporta però una sensazione ben diversa da quella che ha caratterizzato gli acquirenti dell'iPhone 5. Passare da un phablet a questo device – un passaggio comune a molti, visto che anche le fasce di prezzo più basse propongono ormai smartphone maggiorati – porta subito una strana sensazione di "sollievo": la tecnologia torna finalmente a restare salda nelle nostre mani. È innegabile che tutti i pregi dei phablet comportino una leggera (o marcata, a seconda delle mani) difficoltà nel reggerlo, elemento che si nota soprattutto durante l'utilizzo con una sola mano. L'iPhone SE in questo riporta gli utenti ai tempi in cui era possibile bersi una bibita in mezzo alla strada mentre si aggiornava il proprio stato su Facebook, si inviava una mail o si rispondeva ad un messaggio.

Elementi forse banali, ma che ora abbiamo quasi "sacrificato" in favore di una superficie di lavoro più ampia. Che qui, chiaramente, viene a mancare. Una involuzione che porta molti a storcere il naso, ma che per altri è semplicemente la normalità: i quattro pollici sono chiaramente rivolti ad un bacino d'utenza che chiamare nicchia sarebbe riduttivo. Anche definirla involuzione è, in realtà, un errore; l'iPhone SE non è un rebranding della variante "C", ma un dispositivo con caratteristiche tecniche di fascia alta in una scocca più piccola. Già, perché all'interno l'iPhone SE è (quasi) identico all'iPhone 6S. E questo, a livello di prestazioni, si sente eccome.

Una piccola bestia veloce, affidabile e longeva. Capace, peraltro, di impressionare anche più dell'6S proprio in virtù delle sue dimensioni ridotte. Che, in realtà, nascondono il cuore dell'ultimo smartphone della mela: processore A9, 2 GB di RAM e connessioni più veloci gli permettono di rivaleggiare con il top di gamma senza problemi, non cedendo mai a rallentamenti nemmeno sfruttando in maniera intensiva il multitasking. In questo caso l'unica limitazione è davvero la dimensione dello schermo, che, specie nei lavori più concitati, si fa sentire. Un compromesso inevitabile che va ad aggiungersi ad altre funzioni assenti, come la mancanza del 3D Touch, del barometro e la presenza di una fotocamera frontale da "soli" 1,2 megapixel. D'altronde, è bene ricordarlo, l'SE rappresenta l'attuale terza proposta della linea di Apple: non è il top di gamma, ma non è nemmeno il 5C.

Una menzione a parte la merita la fotocamera posteriore. Questa è stata presa di peso dal nuovo iPhone 6S e rappresenta forse l'elemento già interessante del terminale. 12 megapixel, messa a fuoco più veloce, stabilizzazione (non ottica) dell'immagine e possibilità di registrare filmati in 4K. La qualità è quella già ottima degli iPhone 6S e 6S Plus, con immagini caratterizzate da colori naturali, non sovraesposte e con un buon numero di dettagli. Le foto scattate in scarse condizioni di illuminazione mostrano ancora una discreta quantità di rumore, ma, viste le dimensioni del sensore, in questo caso la tecnologia può fare solo piccoli passi in avanti. Elemento ancora più importante, le foto risultano estremamente godibili su uno schermo più piccolo, fattore che a volte può rappresentare una limitazione se importate su PC, ma che spesso non crea grossi problemi: è più probabile che altre persone le guardino sul proprio smartphone, magari perché condivise sui social. Detto questo, il comparto fotografico dell'iPhone SE lo rende un dispositivo estremamente interessante proprio per la completa scelta di opzioni che offre agli utenti: foto da 12 megapixel, Live Photos, filmati in 4K e slow motion a 240 fps, il tutto in una scocca così piccola.

Veloce, performante e compatto. Elementi che, immediatamente dopo l'annuncio, hanno fatto sorgere in molti una domanda: quanto dura la batteria? Come può un design vecchio di quattro anni dotato di una batteria "piccola" ma di componenti avanzati comportare una longevità accettabile? D'altronde i nuovi iPhone 6S montano una batteria ben più grande e faticano ad arrivare a fine giornata, spingendo peraltro i consumatori a preferire la versione Plus proprio in virtù delle maggiore durata della carica. Eppure, anche in questo caso, l'iPhone SE riesce a stupire, proponendo una longevità identica, se non addirittura superiore, a quella dell'iPhone 6S. Che, sia chiaro, è ancora scarsa: è difficile arrivare a fine giornata con un utilizzo intenso, scattando foto, controllando i social network e rispondendo a messaggi. Se uscite presto da casa, quindi, difficilmente riuscirete ad arrivare a sera con la batteria ancora carica, proprio come avviene con l'iPhone 6S. In questo la variante Plus resta imbattuta, ma l'ottimizzazione attuata da Apple è notevole e ha portato alla realizzazione di un dispositivo performante e dalla durata accettabile, nonostante sia ancora lontano dal raggiungimento della perfezione in questo senso.

Appurata la potenza che si nasconde sotto il cofano, però, resta il problema delle dimensioni: per chi è questo iPhone SE? Se ne avete criticato l'annuncio, probabilmente non è per voi. Ma questo non significa che sia un'aggiunta inutile. Prima di tutto perché va a posizionarsi come terza scelta all'interno della linea degli smartphone di Apple e poi perché, come dimostrato dai dati di vendita, la richiesta di schermi di queste dimensioni è ancora alta. Lo è in occidente, ma, soprattutto, in oriente, dove sebbene il trend dei phablet stia spopolando, i dispositivi più piccoli ed economici possono fare breccia nei mercati emergenti con più efficacia. Già, perché il vero cavallo di battaglia di questo iPhone SE è il prezzo, almeno negli Stati Uniti, dove viene venduto a 399 dollari (16 GB) e 499 dollari (64 GB). In Italia, invece, il costo lievita rispettivamente a 509 euro e  609 euro: troppo per definirlo "economico" ma accettabile se preso in abbinamento con l'iniziativa Renew di Apple, che consente agli utenti di riportare un dispositivo per ottenere un sconto sull'acquisto di un nuovo smartphone. Resta purtroppo l'ormai assurdo problema della presenza della versione da 16 GB, diventati francamente troppo pochi anche e soprattutto se considerata la presenza di immagini da 12 megapixel e filmati in 4K. Piccoli compromessi per un piccolo ma potente dispositivo, che probabilmente avrà un forte impatto sulle prossime trimestrali dell'azienda di Cupertino. Nonostante le critiche dei phablet-addicted. Loro dovranno attendere ancora un altro po'; almeno fino a settembre, quando sarà svelato l'iPhone 7.

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