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Si sa, il tempo vola, per tutti. Vale anche per il videogioco — che sembra sempre proiettato verso il futuro — e in particolare oggi vale per PlayStation, la storica console Sony che oggi compie 25 anni. In questo lasso di tempo è stato plasmato un nuovo concetto del videogiocare, sono nate icone storiche che uniscono generazioni, e molto altro ancora. Un percorso stellare, iniziato nel 1994, e ancora in procinto di estendersi, con il prossimo arrivo nel 2020 di PlayStation 5.

Un nuovo concorrente

La storia di PlayStation nasce intrecciandosi con quella di un predecessore illustre: il Super Nintendo Entertainment System della giapponese Nintendo: erano gli anni 90 quando il gruppo nipponico cavalcava l'onda del successo in ambito videoludico con il suo SNES, vincendo uno scontro con la conterranea Sega e il suo Mega Drive. Forte del suo nome e della sua produzione, Nintendo si apprestava a sviluppare la sua terza console, la futura Nintendo 64, chiamata così  perché i giochi sarebbero stati in 64 bit.

Tuttavia, prima di concretizzarne l'uscita, i piani dell'azienda di Kyoto vennero sconvolti dall'intrusione di un nuovo concorrente nipponico, la PlayStation di Sony. Quest'ultima era nota nel panorama dell'elettronica soprattutto per il walkman, ma dato il successo crescente dell'industria videoludica, decise di insediarvisi. Voci del settore parlano di un'iniziale collaborazione tra Sony e Nintendo per la creazione di una nuova console. Un accordo che si risolse con un nulla di fatto perché la prima puntava al supporto su CD-Rom rispetto alle tradizionali cartucce utilizzate dalla seconda. Leggende a parte, PlayStation fece il suo ingresso in Giappone nel 1994, mentre l'anno successivo arrivò anche in America e in Europa.

Un nuovo modo di intendere il videogioco

Secondo il giornalista statunitense Harold Goldberg, autore del celebre volume "All Your Base Belong to Us" sulla storia videoludica, l'innovazione portata da PlayStation cambiò per sempre l'immagine del videogioco e del videogiocatore. Nonostante il successo di Nintendo e Sega, il loro pubblico era pur sempre una nicchia specifica composta da videogiocatori appassionati, spesso chiamati in maniera dispregiativa nerd.

Sony intendeva andare oltre, e rendere il videogioco un elemento alla moda da far gola ai giovani. Significativo fu, in questo senso, la partecipazione di Micheal Jackson alla prima edizione dell'E3 di Los Angeles, nel 1995, presso il booth Sony. L'avere come sponsor la più popolare pop-star del momento lasciava presagire gli obiettivi dell'azienda di Tokyo di rivolgersi a un pubblico eterogeneo e più vasto. Altro esempio fu lo spot americano girato per Crash Bandicoot, la prima mascotte di PlayStation nata nel 1996, nel quale il marsupiale arancione andava alla ricerca di Super Mario per spodestarlo dal trono.

Il merito di successo di PlayStation deriva anche dalla florida produzione di titoli: da Metal Gear Solid a Resident Evil 2, da Spyro the Dragon a Final Fantasy VII, da Crash Bandicoot a MediEvil, da Tomb Raider III a Tekken 3. La lista di titoli da citare sarebbe lunga, perché negli anni 90, grazie al clima sperimentale e pioneristico, nacquero numerose di case di sviluppo, composte da pochi membri che in primis erano videogiocatori. Alla fine Nintendo fu costretta a condividere il suo predominio con Sony, la quale riuscì a vendere ben 102,49 milioni di unità PlayStation per il mondo.

Sempre nella giornata di oggi, oltre a spegnere 25 candeline, PlayStation ha festeggiato l'entrata nei Guinness World Record per aver raggiunto un totale di 450,19 milioni di unità vendute dal 1994 a oggi, in tutte le sue generazioni.