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Pagerank addio, i social network cambiano le regole di Google

Scade tra pochi mesi l’esclusiva sull’utilizzo del famoso algoritmo da parte di Google. I social network intanto diventano sempre di più uno strumento indispensabile per valutare il rank delle pagine online.
A cura di Angelo Marra
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La rivoluzione dei social network ha cambiato le regole della rete, influenzando perfino i complicati sistemi alla base dei motori di ricerca. Il campo dei search engine, è risaputo, vede la dominazione incontrastata di Google, con piccole incursioni da parte di Bing, anche se il motore della Microsoft (come ogni cosa prodotta a Redmond) è di gran lunga inferiore al suo collega di Mountain View, ma è il sistema alla base di BigG ad essere profondamente cambiato in questi anni.

Il popolare motore di ricerca deve il suo successo iniziale ad un particolare algoritmo chiamato Pagerank, sviluppato da due studentelli della Stanford University destinati ad entrare nella storia, Sergey Brin e Larry Page. Il principio alla base di Pagerank, per quanto corrisponda ad una complicata operazione matematica, in teoria è molto semplice; l'autorevolezza di un sito (e quindi la sua collocazione nei risultati di ricerca) dipende non soltanto dal suo contenuto, difficile da valutare da parte di un sistema automatizzato, ma anche dal numero di siti che lo linkano e dal valore che questi stessi siti hanno; sembra un'operazione abbastanza semplice, mentre nella realtà per misurare il valore di un determinato sito Google utilizza qualcosa come due miliardi e mezzo di variabili.

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All'epoca dello sviluppo di Pagerank (correva l'anno 1998) il brevetto fu depositato dall'ateneo e non dai suoi sviluppatori, Brin e Page, che non erano in grado di sostenere le spese di registrazione, ma i due futuri creatori di Google si accordarono con Stanford per un'esclusiva sull'utilizzo dell'algoritmo, in cambio di azioni di BigG che fruttarono all'università svariati milioni di dollari. Il 2011 però segna la fine di questo contratto di esclusiva ed in teoria Pagerank potrebbe essere utilizzato da altri soggetti oltre Google.

Cos'è cambiato però da quando Pagerank è stato adottato come formula per il popolare motore di ricerca? Negli ultimi due anni i cambiamenti in rete hanno soprattutto un nome: social network. Facebook, Twitter e più recentemente Google Plus non hanno solo rivoluzionato la fruizione di internet e dei suoi contenuti ma hanno stabilito anche nuovi parametri di valutazione del valore da attribuire ai siti. Una dimostrazione su tutte è il recente plugin ufficiale di Facebook per il browser Chrome, che consente di assegnare i famosi “Like” a qualsiasi pagina in rete, anche se non dispone del pulsante apposito, un modo per valutare il successo di un sito di sicuro efficace ma legato strettamente alla piattaforma di Palo Alto.

Google già da tempo ha affiancato a Pagerank altri sistemi di misurazione, tra cui quelli inerenti alle piattaforme social (tramite Google Caffeine) e il più recente Panda. L'approccio al web 2.0 e agli UGC (user-generated content) è stato fondamentale per BigG per rimanere al passo con i tempi; non più semplici pagine html da valutare come un tempo, ma una vera e propria invasione di contenuti multimediali generati quotidianamente dagli utenti, contenuti che il motore di ricerca deve ovviamente catalogare e valutare adeguatamente. A ciò si aggiunge un altro fattore molto importante, ovvero le fake pages, vere e proprie “esche” realizzate per ingannare Pagerank e indirizzare i risultati delle ricerche verso pagine a carattere pubblicitario.

Tutte queste innovazioni hanno ridimensionato pesantemente il ruolo dell'algoritmo sviluppato nel '98 e Pagerank ha pian piano perso il monopolio nella valutazione delle pagine. Ora, scaduta la licenza, il futuro dell'algoritmo sembra incerto. Nel 2017 scadrà del tutto il brevetto, ma con la fine dell'esclusiva per Google altri motori di ricerca potrebbero decidere di adoperare il codice (“no comment” è stata la secca risposta di Microsoft riguardo ad un'eventuale utilizzo da parte di Bing), anche se è probabile che Pagerank sia lentamente destinato a scomparire.

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