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Opinioni
28 Marzo 2014
12:41

Zuckerberg pensa davvero ai droni per connettere il mondo: nasce il Facebook Connectivity Lab [VIDEO]

Zuckerberg presenta il Facebook Connectivity Lab e fa il punto della situazione di Internet.org: il CEO del social network più diffuso al mondo crede davvero che la soluzione del digital divide mondiale siano i droni autopilotanti ed alimentati ad energia solare.
A cura di Dario Caliendo
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Tramite un post pubblicato sul suo profilo di Facebook, Mark Zuckerberg fa il punto della situazione di Internet.org e mette ancora una volta bene in chiaro che che tutte le sue energie sono rivolte al progetto con il quale vuole tentare di ridurre drasticamente il digital divide e portare internet nelle zone in cui non è ancora alla portata di tutti, assieme all’accesso a tutta una serie di servizi basilari “come Wikipedia, il servizio del meteo, le news etc”.

Facebook Connectivity Lab

"Per collegare il mondo intero saranno necessarie nuove tecnologie", una necessità che oltre a richiedere la collaborazione di aziende e gestori telefonici, non sarebbe possibile senza una ricerca mirata e strutturata.

E' questo uno dei principi fondamentali alla base del nuovo Connectivity Lab, un vero e proprio laboratorio di ricerca nel quale lavoreranno ex scienziati della NASA, della National Optical Astronomy Observatory e di Ascenta, un'azienda inglese in grado di produrre droni del tutto autonomi, in grado di alimentarsi sfruttando l'energia solare.

Droni per la connettività ad internet

Ad inizio marzo fece scalpore la notizia della possibile acquisizione da parte di Zuckerberg, della Titan Aerospace per sessanta milioni di dollari. Si tratta di un’azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di Droni autonomi, che da poco ha introdotto due nuovi modelli in grado di autoricaricarsi sfruttando l’energia solare.

 

Resta poco chiaro se l'azienda in questione sarà parte del nuovo progetto di Facebook, soprattuto considerando che lo scopo principale del nuovo team di ricercatori riunito dal Re dei social network, è proprio quello di progettare e realizzare una serie di droni del tutto autonomi ed alimentati ad energia solare, che potrebbero fare da veri e propri ripetitori a banda larga e portare la connettività alla rete in zone fino ad oggi ancora non coperte.

"Il nostro team è composto da molti dei principali esperti mondiali nel settore aerospaziale e nella tecnologia delle comunicazioni, provenienti anche dal Jet Propulsion Lab della NASA e dall'Ames Research Center" – si legge nel post di Zuckerberg – "Da oggi introdurremo nel team anche i membri chiave del team di Ascenta, una piccola azienda britannica i cui fondatori hanno creato le prime versioni di Zephyr, un dispositivo che è diventato il più lungo aereo ad energia solare auto-pilotante. Sono sicuro che porteranno un grande contributo al team che lavora sui droni per la connettività."

Il progetto internet di Google

Assieme a Zuckerberg, anche Google è a lavoro su una serie di progetti il cui scopo primario è quello di portare internet nelle zone emergenti e diminuire il digital divide. Nel novembre del 2013, il gigante di Mountain View ha annunciato il Progetto Link, una nuova iniziativa per portare le reti in fibra ottica nei paesi in via di sviluppo. Pochi mesi prima invece, Big G parlo pensò ad una serie di mongolfiere e palloni aerostatici, che avrebbero funzionato proprio come i droni di Facebook, e che avrebbero potuto svolgere la funzione di veri e propri ripetitori a banda larga per portare la connettività alla rete in zone fino ad oggi ancora non coperte.

Affari o spirito umanitario?

L'interesse che i grandi della tecnologia stanno dimostrando nel cercare una soluzione al digital divide non è di certo frutto del solo spirito umanitario, ma è parte di una strategia molto più ampia, diretta – come è anche giusto che sia – soprattutto alla monetizzazione.

Lo scopo è proprio quello di connettere il mondo, stimolare la digitalizzazione dei Paesi emergenti e – indirettamente – aumentare il numero degli utenti che, in un modo o nell’altro, si connetteranno ad una delle piattaforme proprietarie.

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