Libra, l'attesa criptovaluta ideata dal gruppo Facebook è ufficiale: dopo mesi di indiscrezioni che ne hanno tratteggiato a grandi linee il profilo, Mark Zuckerberg l'ha annunciata in questi minuti con un post sul suo social network. Facebook non è però l'unica realtà dietro alla valuta virtuale, che anzi ha dietro di sé ben 27 aziende e organizzazioni in tutto il mondo che insieme andranno a formare un consorzio dedito alla promozione e lo sviluppo della piattaforma necessaria al funzionamento delle operazioni.

Chi sono i 27 partner dell'alleanza Libra

Dell'alleanza dietro alla criptovaluta avevamo parlato l'ultima volta pochi giorni fa: le ultime indiscrezioni prima dell'annuncio parlavano del supporto di alcune realtà finanziarie come Visa e Mastercard e da partner tecnologici come PayPal e Uber, ma oltre a questi nomi ora sono stati rivelati quelli di realtà specializzate in criptovalute come Anchorage, Coinbase, Xapo, e Bison Trails, ma anche di società dedite ai pagamenti come PayU e Stripe, operatori telefonici come Iliad e Vodafone, la rivale di Uber Lyft, realtà che basano le proprie attività sui pagamenti online come eBay, Spotify e Booking Holdings. Tutti questi nomi supporteranno le transazioni nella nuova criptovaluta e lavoreranno per il suo sviluppo; a questi si aggiunge poi Calibra, altro soggetto che fa parte dei 27 ma che di fatto è una nuova sussidiaria di Facebook, indipendente dalla casa madre e incaricata di realizzare la piattaforma per i pagamenti basati sulla valuta che avremo a disposizione sotto forma di app e portafogli digitale.

Lo scopo dell'alleanza

Grazie alle attività del consorzio — che nelle speranze di Facebook accoglierà più di 100 membri quando la valuta entrerà in attività nel 2020 — Libra si potrà insomma scambiare su WhatsApp, Facebook e Instagram ma anche online e nei negozi che la accetteranno, mentre non è ancora chiaro (come era stato anticipato dalle indiscrezioni precedenti al lancio) se in effetti in alcuni luoghi si potrà ricaricare presso stazioni fisiche che accettano contanti e monete per convertirli nella valuta virtuale.

Libra, due mondi che si uniscono

Quel che è chiaro è il potenziale insito in Libra, ovvero quello di unire due mondi: quello relativamente sconosciuto ma promettente delle criptovalute e delle transazioni economiche basate su blockchain, e quello dello sterminato pubblico di miliardi di persone che utilizza già uno dei prodotti Facebook. Fino ad oggi la criptovaluta più popolare è sempre stata il Bitcoin — che non per niente in queste ore sta crescendo a un ritmo ancora più sostenuto rispetto a quello che ne sta contraddistinguendo la seconda giovinezza a partire dall'inizio dell'anno; ma si tratta pur sempre di una soluzione per addetti ai lavori, caratterizzata da aspetti come complessità e volatilità che la tengono lontana dal grande pubblico.

Libra promette di abbattere questa barriera in due modi. Da una parte si potrà utilizzare facilmente grazie alle interfacce ideate da Facebook e dalle realtà partner del progetto, che permetteranno di spendere e scambiare la valuta senza dover conoscere alcun dettaglio sul suo funzionamento. Dall'altra, come abbiamo anticipato, dovrebbe trattarsi di una stable coin, una moneta il cui tasso di cambio con le altre valute classiche rimarrà pressoché stabile grazie al collegamento con asset finanziari reali.