Dopo gli smartphone di Huawei, potrebbe essere la volta dei droni. È lo scenario che potrebbe presto avverarsi nel contesto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina in mezzo alla quale in questi giorni è finito il colosso orientale Huawei, in predicato di essere estromesso dalle attività commerciali con tutte le società statunitensi (e non solo). È la CNN ad arrivare a questa conclusione dopo aver messo le mani su un documento del Dipartimento della sicurezza interna USA nel quale l'agenzia identifica proprio i velivoli senza pilota — sia quelli professionali che quelli dedicati al grande pubblico — come potenziale minaccia per la sicurezza dei dati di individui e aziende.

Qual è il problema

Il timore espresso dal Dipartimento è che questi dispositivi possano spedire dati sensibili — come le coordinate e gli orari relativi ai voli che normalmente i droni memorizzano per metterli a disposizione degli utenti — all'interno di server cinesi, sui quali poi il governo locale potrebbe avere il controllo. "Il governo" si legge nel documento ottenuto dalla CNN "ha forti preoccupazioni relative a qualunque tipo di prodotto tecnologico che porta dati americani nel territorio di un Paese autoritario dove i servizi di intelligence possono poi accedervi senza ostacoli".

Un copione che si ripete

Era nato così, con questo genere di raccomandazioni, il complesso intreccio di accuse e controaccuse tra Huawei e il governo statunitense che ha portato al blocco annunciato in questi giorni: già più di un anno fa gli Stati Uniti avevano iniziato a insinuare che le attività e i dispositivi Huawei potessero essere messi sotto controllo governativo, e mesi dopo in una disputa commerciale con il governo cinese è stata punita proprio l'azienda di Shenzhen. E dal momento che ormai il più è fatto (ovvero stabilire un precedente sulla base di problemi di fiducia con il Paese orientale) è possibile che eventuali altre società possano seguire le orme di Huawei in un lasso di tempo minore.

Per il momento nessuna conseguenza

Quello del Dipartimento della sicurezza interna è solo un avvertimento: agli utenti viene chiesto di essere cauti nell'acquistare droni di provenienza cinese, di comprenderne il funzionamento prima di utilizzarli e di limitarne le funzionalità di accesso a Internet; alle aziende e ai soggetti che hanno a che fare con operazioni cruciali per la sicurezza del Paese viene invece paventato esplicitamente il rischio di spionaggio e furto di informazioni. Al momento insomma non ci sono provvedimenti in vista né aziende delle quali viene fatto il nome; il contesto e il precedente di Huawei però non vanno trascurati, motivo per cui società come DJI — maggior produttore di droni nel settore consumer — ha già chiarito in una nota come i proprietari dei suoi gadget siano già in grado di attivare tutte le precauzioni raccomandate dall'agenzia statunitense.