Ad un anno dalla commercializzazione in Italia del primo smartphone progettato, prodotto e venduto da Google (il Pixel 2 XL), il mercato è cambiato moltissimo, i top brand hanno presentato alternative Android estremamente versatili e interessanti, con i suoi iPhone XS, iPhone XS Max e iPhone XR, Apple ha praticamente coperto le necessità tutta la fascia alta del mercato e la presentazione del Huawei Mate 20 Pro, lascia tutti gli utenti appassionati di cameraphone con il fiato in sospeso. Poi arriva Google, che con i suoi nuovi Pixel 3 e Pixel 3 XL, venduti entrambi per la prima volta in Italia, prova a "zittire" tutta la concorrenza con uno smartphone esteticamente molto simile alla versione precedente, che continua ad avere un'unica fotocamera ma che, nella versione più grande, è caratterizzato dalla presenza di un notch a dir poco invadente. E i più appassionati lo sanno, l'abbiamo visto anche nel confronto fotografico con iPhone XS Max e Samsung Galaxy Note 9: il Pixel 2 XL è tutt'ora uno dei migliori cameraphone disponibili sul mercato, ed è proprio per questo che le cose si fanno difficili per il suo successore. Riuscirà il nuovo entrato nella famiglia di Google a reggere il peso della concorrenza ed a reggere soprattutto il peso dell'eredità del suo predecessore?

Design Google Pixel 3 XL

Il design del Google Pixel 3 XL è la conferma indiretta di quanto quelli di Google abbiano imparato dagli errori fatti l'anno scorso ed abbiano tentato di migliorarlo in diversi aspetti, perché anche se a prima vista potrebbe sembrare molto (ma molto) simile al Pixel 2 XL, le differenze con la generazione precedente sono parecchie. Il Google Pixel 3 XL non ha più il retro in alluminio, ma in vetro: è un Corning Gorilla Glass 5 rifinito con una lavorazione "soft touch" che ne migliora la comodità d'utilizzo, il grip e rende (finalmente) possibile la ricarica wireless veloce. Il feeling che si ha quando si impugna il nuovo nato della famiglia Google è sicuramente molto più "premium" rispetto alla generazione precedente, anche grazie alla cornice in alluminio e al display OLED da 6.3 pollici che però, nonostante abbia un notch molto evidente e certamente più grande della concorrenza (non vorrei sbagliare, ma penso sia il più grande mai visto in uno smartphone) non è totalmente borderless: in basso continua ad essere presente una cornice piuttosto spessa, il che rende la parte frontale del Pixel 3 XL per niente simmetrica. Sono anche presenti due speaker anteriori stereofonici che fanno il loro dovere, ma che hanno un piccolo problema del quale parleremo a breve.

Il design a doppio contrasto della parte posteriore rimane simile a quello del Pixel 2 XL, probabilmente anche per dargli un aspetto riconoscibile, ma Google ha ridotto la sezione in vetro lucido nella parte superiore del dispositivo e il risultato è senza dubbio un look più pulito. Sul retro presenti inoltre il tipico sensore per le impronte digitali e la fotocamera singola con il flash dual tone.

Hardware Google Pixel 3 XL

Il processore che anima il Pixel 3 XL è un Qualcomm Snapdragon 845, affiancato da una GPU Adreno 630, 4 GB di memoria RAM e 64 GB o 128 GB di memoria interna. È inutile dire che, nonostante la RAM sia rimasta solo a 4 GB, le prestazioni del Pixel 3 XL sono al top in qualsiasi tipologia di utilizzo: dalla semplice navigazione web, all'esecuzione di operazioni più complesse come l'editing dei video o l'elaborazione (immediata) delle immagini, il nuovo Pixel 3 XL non è secondo a nessuno.

Immaginate di prendere il miglior Snapdragon attualmente disponibile e affiancarlo con la versione più snella, pulita e veloce di Android 9, ed il risultato che avrete è probabilmente il dispositivo più snello e veloce attualmente disponibile nel mercato.

Scheda tecnica Google Pixel 3 XL

  • Schermo: 6,2” QHD+ 2960 x 1440 AMOLED
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 845
  • RAM: 4 GB LPDDR4x
  • Memoria interna: 64/128 GB
  • Fotocamera posteriore: 12 megapixel, f/1.8, OIS, 4K@30fps
  • Fotocamera frontale: 8 megapixel grandangolare f/2.2 + 8 megapixel f/1.8 con autofocus
  • Batteria: 3.430 mAh
  • OS: Android 9 Pie

La batteria è una 3430 mAh, che per la prima volta in un pixel integra la ricarica rapida (possibile anche con il nuovo Pixel Stand, del quale parleremo in una recensione separata) e compatibile con un sistema di ricarica rapida in grado di garantire circa 7 ore di utilizzo con 15 minuti di ricarica. Nel momento in cui scrivo questa recensione ho avuto modo di provare il Pixel 3 XL per circa 5 giorni e anche se non mi sembra il caso di dare un giudizio definitivo, devo ammettere che in quanto autonomia della batteria mi ritengo piuttosto soddisfatto: con un'utilizzo piuttosto stressante sono riuscito ad arrivare a circa un giorno e mezzo, e nei test effettuati ho raggiunto una riproduzione continua dei video su Netflix di circa 6 ore. Non male.

Fotocamera Google Pixel 3 XL

Google continua a portare avanti il suo concetto sulla fotocamera frontale: è inutile utilizzare sistemi a multipla lente per ottenere belle foto ed effetti di alto livello. La risposta, secondo Google, è l'intelligenza artificiale ma, in alcuni casi, mi sento di avvalorare questa tesi solo a metà. La fotocamera del Pixel 3 XL utilizza quindi un'unico sensore da 12.2 megapixel che utilizza la tecnologia dual-pixel per catturare più luce ed integra anche un sensore per il "flickering", grazie al quale verranno evitati gli sfarfallii dovuti generalmente alle lampade a incandescenza. E il risultato è strepitoso.

Le fotografie scattate in condizioni di buona luminosità sono sempre, e ripeto sempre, ricche di dettagli e ben bilanciate con colori vividi e mai eccessivi. Insomma, in questa particolare condizione di scatto, il Pixel 3 XL non è secondo a nessuno, anzi, probabilmente è il primo della classe. Ma, si sa, la punta di diamante della fotocamera del Pixel non è nell'hardware, ma nel software che gestisce gli scatti. E quest'anno quelli di Google hanno fatto dei passi da gigante anche in questo senso, integrando una serie di funzionalità (tutte gestite dall'AI di Mountain View) che rendono la fotocamera dei nuovi smartphone uno spasso da utilizzare. L'HDR+ continua a fare il suo egregio lavoro e la funzione Top Shot, scatta molto velocemente una serie di fotografie anche prima dello scatto, in modo da poter scegliere l'inquadratura migliore: il risultato è ottimo, l'intelligenza artificiale di Google sarà in grado di consigliare all'utente il frame migliore, ma nei miei test ho notato un piccolo calo di qualità e definizione, negli scatti "secondari" a quello principale.

A sinistra Pixel 3 XL, a destra Pixel 2 XL
in foto: A sinistra Pixel 3 XL, a destra Pixel 2 XL

Sulla carta è molto interessante anche la funzione Night Sight, purtroppo non ancora disponibile nel dispositivo che abbiamo ricevuto in prova (sarà disponibile al momento della vendita ufficiale dei nuovi smartphone), che teoricamente sempre grazie allo scatto multiplo di foto dovrebbe migliorare sostanzialmente le foto in condizioni di scarsa luminosità. Per ora, però, rimango piuttosto perplesso sulle prestazioni al buio della fotocamera del Pixel 3 XL: nei miei scatti di prova, ho notato foto dettagliate "quanto basta", ma con un bilanciamento del bianco errato, tendente sempre alle tonalità gialle. Sono convinto però che una volta rilasciato Night Sight, le cose cambieranno.

E veniamo al punto che mi ha fatto pensare che, in realtà, nonostante si abbia un software spettacolare forse non basta una sola fotocamera: il Super Res Zoom. Si tratta di una funzione con la quale quelli di Google vorrebbero "giustificare" il fatto di non aver utilizzato un'ottica tele per scattare le foto con lo zoom: con questa tecnologia, il Pixel 3 XL scatta più fotografie e le elabora analizzando anche i movimenti della mano in fase di scatto, per ottimizzare l'immagine finale. Il risultato è sicuramente buono, e probabilmente è il miglior zoom digitale mai visto su uno smartphone. Ma resta comunque uno zoom digitale, di gran lunga inferiore ad uno zoom ottico. C'è poco da fare, cara Google.

Pensandoci bene, però, quelli di Google non odiano davvero la doppia fotocamera. Quella anteriore, infatti, è realmente un sistema dual-camera, con un sensore da 8 megapixel, ed è composta da una lente "tradizionale" con apertura ƒ/1.8 e autofocus, e una lente super grandangolare con un angolo di visione di 97° e un'apertura ƒ/2.2. Si tratta di un ottimo sistema, in grado di scattare fotografie fantastiche anche in condizioni di scarsa luminosità e anche con il tipico (e ottimo) effetto ritratto di Google. Effetto ritratto che è migliorato sensibilmente anche nella fotocamera posteriore: è molto più veloce e preciso, e la sfocatura non è più "netta", ma è graduale. Veramente fantastico.

Ottimi anche i video, registrabili fino alla risoluzione 4K a 30 FPS, che risultano ben bilanciati in bianco e colori, e stabilizzati fantasticamente dal sistema di stabilizzazione ottica ed elettronica.

Display Google Pixel 3 XL

Il vero tallone d'Achille del Pixel 2 XL era il display. I colori erano tenui e tendenti alle tonalità blu e gli angoli di visione, permettetemi di dirlo, erano veramente ridicoli. È sempre stato un problema importante, soprattutto considerando la fascia di prezzo degli smartphone di Google, che pare sia stato compreso dagli ingegneri di Big G, che nel Pixel 3 e nel Pixel 3 XL hanno avuto un cambio di rotta non indifferente. Notch eccessivamente grande a parte, il display del Google Pixel 3 XL è un enorme salto in avanti rispetto alla generazione precedente. Il pannello èun OLED flessibile QHD+ da 6.3 pollici, ed è in grado di garantire un'ottima qualità dell'immagine, anche grazie alla risoluzione e alla densità di pixel per pollice di 523 ppi.

Inoltre, il pannello è compatibile con HDR ed ha un contrasto di 100.000:1, il che rende le immagini riprodotte estremamente vivide e ottimamente ben bilanciate. Insomma, quelli di Google hanno fatto un lavoro non indifferente, anche se gli angoli di visuale rimangono leggermente inferiori rispetto ad alcuni top di gamma: orientando lo smartphone sull'asse verticale, le aberrazioni cromatiche sono presenti, anche se in maniera molto più lieve, e i colori iniziano a tendere al blu.

Quello che mi lascia perplesso è la dimensione del notch. Ok, anteriormente il Google Pixel 3 XL ha due fotocamere, una delle quali è grandangolare, ma non riesco a giustificare (e non l'ha fatto neanche Google), la necessità di implementare un notch così grande: è il più grande mai visto, soprattutto verticalmente, e considerando la dimensione delle icone visualizzate e la gestione degli spazi, personalmente l'ho trovato un enorme spreco di spazio. Si può anche disattivare, ma con un'operazione piuttosto macchinosa e che richiede l'accesso alla voce "Opzioni dello sviluppatore", ma in quel caso la zona nera risulta comunque più grande.

Software Google Pixel 3 XL

Sul software del Pixel 3 XL c'è veramente poco da dire. Il sistema operativo è Android Pie 9.0 e, ovviamente, non integra alcuna personalizzazione dell'interfaccia grafica. Si tratta di un OS estremamente veloce e prestante, che non si blocca praticamente mai, e che integra le nuove gesture di navigazione e il nuovo app drawer che, prima di far vedere tutte le app installate, aprirà il multitasking.

La funzione più interessante presentata da Google però, attualmente non è disponibile e difficilmente lo sarà a breve in Italia: si chiama "Call screen" ed è la prima applicazione reale di Google Duplex: un sistema di intelligenza artificiale che potrà rispondere al telefono al posto del proprietario, che potrà a sua volta leggere quello che viene detto dall'interlocutore e rispondere grazie ad una serie di risposte preimpostate e scelte dall'AI.

Prezzo e data di vendita in Italia Google Pixel 3 XL

Il Pixel 3 sarà disponibile ad un prezzo di 899 euro per la versione da 64 GB e di 999 euro per quella da 128 GB. Il Pixel 3 Xl sarà invece disponibile ad un costo di 999 euro per la versione da 64 GB e di 1.099 euro per quella da 128 GB. Tutte le versioni saranno disponibili in preordine dal 9 ottobre e saranno in vendita in vendita dal 2 novembre.

Insomma anche Google ormai punta chiaramente al mercato degli "ultra-premium phone", e lo fa con due dispositivi estremamente prestanti, che rappresentano un grande salto in avanti rispetto alla generazione precedente e che, una volta ottenute tutte le feature della fotocamera, potrebbero salire sul podio dei migliori camera phone del 2018. Quello che personalmente mi ha fatto storcere il naso quando ho impugnato per la prima volta lo smartphone di Google è la mancanza di un particolare semplice, ma allo stesso tempo importante, soprattutto nel mercato in cui si va a inserire il nuovo top di gamma: la personalità. Perché, certo, i nuovi Google Pixel 3 sono senza dubbio tra smartphone più veloci e con la migliore fotocamera disponibili, ma la concorrenza è spietata e ricca di alternative interessanti sia in termini di funzionalità che in termini del design: insomma, su questa fascia di prezzo non basta essere solo i più veloci, se non si punta anche al design e alla ricerca di un tocco di personalità, a lungo andare il risultato potrebbe essere solo uno: la noia.