Qualcuno si è ricordato di fare gli auguri a WhatsApp? In questi giorni la piattaforma di messaggistica istantanea più usata più usata nel mondo ha compiuto gli anni, ma l'anniversario non è stato di quelli che capitano ogni 365 giorni: il servizio è infatti stato lanciato su Android e iOS il 24 febbraio del 2009, ben dieci anni fa. Creata da Jan Koum e Brian Acton — ora entrambi fuoriusciti dalla società — la prima versione dell'app non era neppure incentrata sulla messaggistica istantanea, ma sul comunicare all'intera lista dei propri contatti cosa si stava facendo in un determinato momento attraverso la scrittura di status (da qui il nome WhatsApp, un gioco di parole sull'espressione inglese what's up, come va).

Fu la comunità degli utenti a dare ai due fondatori l'idea di trasformare WhatsApp in un servizio per lo scambio di messaggi: la manciata di persone che aveva installato l'app ha iniziato presto a utilizzare gli status per comunicare con gli altri e rispondere ai loro aggiornamenti, e una nuova funzione del sistema operativo iOS dava finalmente alle app la possibilità di generare notifiche in qualunque momento, anche con il telefono in standby. Con la nascita di WhatsApp 2.0 il numero di utenti è arrivato velocemente a 250mila: una crescita che non si è più fermata per un'app che si è fatta negli anni sempre più ricca di funzionalità.

Come illustra il blog degli sviluppatori, la condivisione di foto e video è arrivata già a fine 2009, seguita dalla condivisione della posizione l'anno successivo, dalle chat di gruppo nel 2011 e dai messaggi vocali nel 2013. Nel 2014 WhatsApp ha raggiunto quota 500 milioni di utenti ed è stata acquisita da Facebook — esattamente cinque anni dopo la fondazione — per ben 19 miliardi di dollari.

Da allora lo sviluppo di nuove funzionalità si è fatto più veloce, e più di una volta ispirato alle piattaforme concorrenti nate nel frattempo, come Telegram: sono arrivate immediatamente le spunte blu per contrassegnare i messaggi letti, e nel 2015 l'interfaccia web del servizio e le chiamate vocali. Nel 2016 l'utilizzo dell'app è diventato gratuito (prima costava 99 centesimi all'anno), gli sviluppatori hanno dotato di crittografia end to end lo scambio di messaggi e le videochiamate hanno fatto il loro debutto in concorrenza con Skype e FaceTime. Nel 2017 gli utenti attivi ogni giorno hanno toccato quota un miliardo ed è tornata la caratteristica iniziale di WhatsApp, gli status. Il 2018 infine è stata la volta della versione dell'app dedicata alle aziende, alle chiamate di gruppo e agli adesivi.

Il servizio di oggi è decisamente diverso da quello che ha debuttato nel 2009, e l'influenza di Facebook sarà determinante nel dare forma ai prossimi dieci anni di WhatsApp. L'azienda di Mark Zuckerberg vuole sfruttare l'enorme base di utenti che ogni giorno usano la piattaforma per mettere questi ultimi in comunicazione non solo tra loro, ma anche con aziende, prodotti e altri servizi. Come farà potremmo scoprirlo già nei prossimi mesi.