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Anche Yahoo! mette la sua firma su un progetto di web-tv e si lancia in quella che è la battaglia finale tra il broadcasting video e la sua anziana cugina, la programmazione televisiva tradizionale. Ad aprire le danze era stata Netflix con un investimento miliardario per accaparrarsi i diritti cinematografici delle grandi major, ma la vera ufficializzazione c'era stata lo scorso anno con l'ingresso di YouTube nel campo della produzione di contenuti multimediali.

Sia NetFlix che il canale di video-sharing di proprietà di Google hanno indirizzato le loro energie per ciò che riguarda l'ambito cinematografico, sia acquistando titoli come Kill Bill, Pulp Fiction, e così via, sia investendo nelle produzioni di cortometraggi e lungometraggi realizzati da talentuosi registi alle prime armi. Yahoo! ha optato per una soluzione alternativa, ovvero i reality show, apoteosi della più becera offerta televisiva commerciale ma garanzia totale di seguito e pubblico.

Il mese prossimo l'ex motore di ricerca, letteralmente polverizzato dopo l'affermazione del suo concorrente di Mountain View, lancerà una programmazione di ben 8 reality show, realizzati in collaborazione tra gli altri con la Electus, società guidata da Ben Silverman (ex Presidente NBC), e la Fishbowl Worldwide Media di Vin Bona (già produttore di successo con il telefilm MacGyver). I programmi verteranno su diverse tematiche, dal reality sul fitness a quello dove i concorrenti devono superare le loro paure tramite rocambolesche prove di forza, e ancora cinema, cucina, questioni di cuore, insomma il minestrone a cui siamo tristemente abituati già da anni con il vecchio apparecchio televisivo.

Le innovazioni in casa Yahoo! però non finiscono qui. Anche la gestione pubblicitaria sui contenuti cambia forma; abbandonata la via delle serie brandizzate, cioè prodotte direttamente da uno sponsor, il portale opterà per un offerta pubblicitaria con un piccolo banner in testa al video, più vicino così alla soluzione adoperata solitamente in tv.

Il progetto di Yahoo! è estremamente ambizioso e articolato. Innanzitutto la piattaforma non si è fatta mancare un solido sostegno da parte di big star del piccolo e grande schermo, assicurandosi la presenza di personaggi del calibro di Morgan Spurlock, Niecy Nash e Judy Greer , nomi che forse in Italia risultano poco noti ma che negli Usa garantiscono già da soli ottimi ascolti.

A ciò si affianca la solida struttura dello stesso portale; pur essendo lontana dall'epoca d'oro in cui dominava la rete a livello mondiale, Yahoo! continua a vantare un seguito di oltre 177 milioni di utenti attivi, battendo negli States portali di informazione popolarissimi come ESPN e CNN.

Per il 2012 poi, l'azienda ha intenzione di allargare la propria offerta web-televisiva, affiancando ai reality in fase di partenza la messa in onda anche di programmi come fiction e web-movie (l'equivalente dei film realizzati per la televisione), sempre che il lancio di ottobre produca i risultati sperati.

Il portale intanto si prepara per promuovere adeguatamente gli show in arrivo, che saranno ampiamente pubblicizzati sulla home del sito, e ci sarà persino un palinsesto con la programmazione settimanale, per fidelizzare l'utenza e garantire continuità negli ascolti. Non solo i reality però, ma anche altri contenuti provenienti direttamente dall'archivio di Yahoo!, che già detiene la licenza per i cataloghi CBS, Turner e Discovery e che saranno integrati nella programmazione futura, oltre ad essere già da tempo disponibili sul portale.

Dopotutto le cifre in ballo sono da capogiro; 85 miliardi di dollari è infatti la previsione di investimenti pubblicitari in rete negli USA per il prossimo anno e Yahoo! sembra tutt'altro che intenzionata a perdere un'occasione così ghiotta.

Non sono solo i possibili guadagni pubblicitari a spingere Yahoo! per una differenziazione dei prodotti rispetto al passato. L'azienda già da tempo è in fase di tramonto, come dimostrato dalla recente defenestrazione del CEO Carol Bartz (rea di aver contenuto “solo” le spese senza produrre introiti maggiori) e si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile interesse da parte di colossi come la NewsCorp di Murdoch e l'americana AT&T. I prossimi mesi saranno quindi decisivi per Yahoo! e per la sopravvivenza di tutta la piattaforma e vedremo se questo approccio al broadcasting video riuscirà a risollevare le sorti del gigante caduto.