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A poco meno di un mese dal lancio dell'iniziativa "Diamo all'Italia una strategia digitale" è ora di cominciare a tirare le prime somme, in modo da valutare l'iniziale risposta del mondo politico e di quello civile alla richiesta di stesura, entro cento giorni dalla pubblicazione del Manifesto, di un'Agenda Digitale per l'Italia. Cominciamo con un po' di numeri: al momento, ai 100 promotori dell'iniziativa si sono aggiunti circa 20.300 sottoscrittori e circa 10.500 aderenti alla pagina Facebook. Le forze politiche hanno reagito in maniera, tutto sommato, positiva e diversi segnali di interesse sono arrivati sia da destra che da sinistra: dal Partito Democratico, all'UDC, dal ministro Brunetta al vicepresidente della Commissione Europea Neelie Kroes. Unica nota stonata è il ministro per lo sviluppo economico Paolo Romani che, in teoria, avrebbe dovuto essere il principale interlocutore per la stesura di un'Agenda Digitale ma che, invece, ha chiuso le porte all'appello tacciandolo di essere "incomprensibile e contraddittorio".

Le ragioni della sostanziale chiusura del governo rispetto all'iniziativa in questione sono molto semplici, e sono state perfettamente esemplificate, ieri, da Luca de Biase all'interno di un articolo scritto per nòva (che vi proponiamo integralmente qui sotto): «Nessuno ha un'agenda tanto completa quanto quella che propone la Commissione [europea, n.d.r.]. Ma ben pochi hanno un'agenda tanto povera quanto quella dimostrata dall'Italia, che ha dedicato molta più attenzione alla televisione digitale terrestre che all'Internet larga banda, agli investimenti in ricerca, o all'alfabetizzazione informatica dei suoi cittadini». Ma non solo, ad offrire un altro spunto di riflessione in tal senso è Stefano Quintarelli, che dal suo Quinta'sWebBlog fa sapere a tutti che all'interno del decreto Milleproroghe, oggi in discussione alla Camera, c'è un punto in cui viene autorizzato lo spostamento di trenta milioni di euro per rifinanziare il passaggio al digitale terrestre. E indovinate da dove li prenderanno questi 30 milioni? Ma dai fondi per la banda larga! Da dove se no?

luca_de_biase

Ma torniamo ai risultati ottenuti dall'iniziativa in oggetto in questi primi 25 giorni di attività.

Molte organizzazioni (e diversi privati) hanno dichiarato di essere disponibili a contribuire o collaborare al progetto. Tra le organizzazioni vale la pena segnalare:

  • ADSLMeduna
  • Associazione ASE
  • Associazione Civita
  • Associazione Clusit
  • Associazione Equiliber
  • Associazione Prospera
  • Centro Nexa su Internet e Società
  • CISIS
  • Digital Experience Festival
  • Fondazione Sistema Toscana
  • IAB Italia
  • IGF Italia
  • Panmind.org
  • Settimana della comunicazione
  • Spaziopubblico.it
  • Univa – Giovani imprenditori

Inoltre,  l’Associazione Prospera, Panmind e Spaziopubblico mettono a disposizione le loro piattaforme di crowdsourcing/wiki per chinque intenda discutere e condividere le proprie proposte.

Da segnalare, inoltre, il convegno del 9 febbraio, tenutosi a Roma nell’ambito della Social Media Week, un evento, moderato da Peter Kruger, che si caratterizzato per l'ottimo livello di partecipazione sia dei politici, che degli imprenditori che della società civile e durante il quale sono stateregistrate le prese di posizione di alcuni dirigenti politici e la partecipazione dell’Associazione Prospera. Ecco il video-racconto del convegno in dieci filmati.

Intervento di Stefano Quintarelli

Intervento di Peter Kruger

Intervento di Vittorio Zambardino

Intervento di Paolo Gentiloni

Intervento di Juan Carlos de Martin

Intervento di Luca De Biase

Intervento di Linda Lanzillotta

Intervento di Francesco Sacco

Intervento di Oscar Giannino

Intervento di Layla Pavone