21 Luglio 2011
08:30

Garante della comunicazione e delibera Agcom: Calabrò atteso d’urgenza al senato

Il presidente dell’Autorità garante nelle comunicazioni è convocato oggi dai senatori Vita e Vimercati alla commissione cultura del Senato per discutere delle possibili future restrizioni imposte al web dalla delibera tanto osteggiata dalla rete e dall’opinione pubblica.
A cura di Vito Lopriore

Da settimane in Italia si discute sulla delibera 668/2010 Agcom, con cui l’Autorità garante nelle comunicazioni si arrogherebbe il diritto di rimuovere dalla rete qualsiasi contenuto ritenuto lesivo di un fantomatico diritto di proprietà. In un’intervista rilasciata dal giornale online Linkiesta, rispetto all’indagine su due Internet provider Fastweb e NGI rei di non aver bloccato l’accesso a una piattaforma ritenuta pirata, il fondatore e presidente dell’Istituto per le politiche dell’innovazione Guido Scorza ha dichiarato che la legge che disciplina la proprietà intellettuale in Italia è del 1941; per lo meno è un po’ arretrata ai tempi che stiamo vivendo. Infatti dichiara “È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l'Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l'altro, di ordinare l'immediata rimozione di un contenuto, se ritenuto in violazione di altrui diritti d'autore, all'esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore”.

Il premio Nobel Dario Fo aveva detto “Siamo una nazione orrenda”, riferendosi al problema della trasparenza delle informazioni mentre Margherita Hack, all’ultima tappa dei  Tour dei Mille al Working Capital ha dichiarato ““Faccio ancora tifo per l'Italia però si prospetta un futuro da precari, nella scienza le più grandi scoperte le fanno i giovani. Se uno non ha una famiglia alle spalle, è difficile che resti” elogiando il web “Bisogna dare ordine a Internet, mi guardo bene dall’entrare in Facebook però con Skype parlo con chi mi pare in ogni parte del mondo”.

I senatori Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, della commissione cultura al senato della repubblica, sono da anni impegnati per la neutralità della rete e il free software per garantire il pluralismo informatico contro le disparità di accesso alle reti di comunicazione. E’ chiaro che questo processo graduale, atraverso i principi di libertà che governano la rete, potrà far diffondere gli stessi principi alla democrazia italiana e per la partecipazione attiva dei cittadini. Non sono solo belle parole come dimostra la comunicazione efficace di leader politici sui social media negli altri paesi del mondo.

Oggi il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, fortemente criticato non solo dalla rete e dai professionisti in Internet ma da molta parte dell’opinione pubblica italiana, è atteso al Senato dalla Commissione Comunicazioni e da quella della  Cultura per rispondere con urgenza ai quesiti legati a Internet e al diritto d’autore. Certo, al di là del politically correct, si tende più a disciplinare le opere audiovisive − film e musica − più soggette a download illegali, che la comunicazione e l’informazione vera e propria nel web. Questa diventa sempre più autorevole e potrebbe essere oscurata o conoscere meccanismi di manipolazione, come spesso si è abituati e lo si è stati rispetto all’informazione tradizionale in Italia, spesso appannaggio dei partiti. Come disciplinare l'editoria online? Come far sì che questa cresca non a discapito di una normativa che faccia di tutta l'erba un fascio?

L’AgCom ha dichiarato che parte della delibera tende a  promuovere l’offerta legale di opere sul web, che la censura non riguarderà i siti non aventi finalità di lucro o commerciale, oltre alla regolamentazione della distribuzione dei contenuti digitali – siti, testate giornalistiche, portali, blog – rispetto ai produttori degli stessi. Ovviamente il contraddittorio deve riguardare tutti, è chiaro che alla finestra ci sono gli Internet Provider, che vede come capofila Telecom, monopolista di stato un tempo nelle telecomunicazioni e gli altri provider detti alternativi. In America provano a combattere la pirateria digitale iniziando a punire i provider, dopo la segnalazione di un abuso digitale da parte di qualche utente, che iniziano ad oscurare la connessione; oppure grazie all’accordo di grandi aziende, come Apple, con etichette discografiche, case di produzione cinematografica e anche network televisivi, nel caso ultimo di Facebook.

Avaaz e il mercato iper-regolamentato

In Italia non punire i siti che non hanno finalità commerciale o elaborare codici di condotta dei gestori degli stessi e dei fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici è ancora troppo poco e vago: occorre una severa de-regolamentazione in rispetto delle regole comunitarie, come ha da poco dichiarato il presidente di Telecom Italia, Bernabè. L’Olanda è stato il primo paese europeo che ha sposato le Net neutrality, attraverso un’audizione parlamentare. Quanto tempo ci vorrà perché si inizi a parlare anche di questo?

Avaaz.org è un’organizzazione internazionale no-profit che opera in 13 paesi del mondo – compresa l’Italia – distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue. Il progetto non ha legami con alcun ente governativo od economico e, con 9 milioni di membri su tutto il pianeta, ha iniziato delle campagne importanti – rompendo il blackout tecnologico in Medio Oriente o difendendo i cittadini in UK contro il dominio mediatico di Murdoch ecc. − compresa questa contro la potenziale censura dell’AgCom organizzando “La notte della rete”: la storica mobilitazione con 90mila persone online collegate e centinaia a Roma per ascoltare gli interventi degli esperti contro il bavaglio del web, seguita in diretta da Tech Fanpage. Circa un mese fa il presidente Calabrò, durante la relazione annuale dell'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni, aveva lamentato un paese tele-centrico dove sono i partiti ad ostacolare le riforme.  Dopo aver rinviato l'adozione della regolamentazione, adesso i parlamentari hanno convocato per la prima volta il presidente dell'Autority, che dovrebbe essere un organismo super partes, che pur si sta mostrando aperto ad ascoltare almeno le istanze dell'esterno: aspettando l’esito per continuare a difendere Internet e dare il proprio contributo attivo si può compilare il form apposito in questa pagina. La comunicazione disciplinata, trasparente e autorevole sul web non può che favorire l’innovazione sociale e aziendale nel nostro paese. Se intervistassi Corrado Calabrò gli chiederei se ha mai sentito parlare di Lawrence Lessig…

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