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Altro che buoni propositi per l'anno iniziato. Mark Zuckerberg questa volta ha guardato più avanti: "Invece che sfide annuali cerco di pensare a cosa auguro per il mondo e per la mia vita, al 2030" –  ha scritto sul suo profilo Facebook elencando quelle che, secondo lui, "Saranno le cose importanti nel prossimo decennio". E chissà, forse l'ha fatto per diminuire le possibilità che qualcuno si renda conto che, in realtà, i suoi tradizionali "buoni propositi" per il nuovo anno poi non vengono quasi mai realmente realizzati, oppure perché (forse) di propositi buoni e tangibili per il 2020 davvero non ne ha.

I propositi del prossimo decennio

"In questo decennio il mio focus sarà più a lungo termine. Piuttosto che pormi degli obiettivi annuali, ho cercato di pensare a cosa spero che il mondo e la mia vita diventino nel 2030, in modo da poter essere sicuro di concentrarmi su quelle cose." – scrive Zuck – "A quel punto, se le cose andranno bene, mia figlia Max sarà al liceo, avremo la tecnologia per sentirci veramente presenti con i nostri cari da ogni parte del mondo e la ricerca scientifica avrà contribuito a curare e prevenire abbastanza malattie da estendere la nostra aspettativa di vita di altri 2 anni e mezzo."

L'evoluzione della rete per Zuckerberg: "Arriverà una nuova piattaforma privata"

Focalizzarsi, volta dopo volta, sui buoni propositi di Zuckerberg senza guardare indietro e rileggere quelli pubblicati negli anni precedenti, crea un'idea decisamente poco realistica e meno d'impatto della personalità del CEO di Facebook. In realtà, analizzando cosa scriveva e come immaginava la rete Zuck solo qualche anno fa e paragonandolo a ciò che scrive e tenta di comunicare in questi giorni, mette in evidenza un particolare da non sottovalutare, anche per il futuro di Facebook stesso: il patron di Facebook è maturato, è cresciuto. E sarà forse per gli ultimi scandali che lo hanno coinvolto e che lo hanno portato più volte a dover presenziale al Congresso degli Stati Uniti d'America, oppure perché è diventato papà, ma Mark ha decisamente cambiato la sua concezione della rete e ha forse finalmente capito che non tutto deve essere sempre, per forza e sfacciatamente condiviso con l'intero pianeta.

Per questo, uno dei propositi per il prossimo decennio di Zuckerberg riguarda proprio il modo di intendere la rete che, secondo lui, vedrà la nascita di una nuova piattaforma sociale privata. Un'idea cioè, quasi agli antipodi di quella che aveva alla nascita di Facebook. "Internet ci ha dato il superpotere di poter entrare contatto con chiunque, ovunque" – scrive Zuckerberg – "È una cosa incredibilmente potente e significa che le nostre relazioni e le nostre opportunità non sono più limitate dalla nostra posizione geografica. Ora facciamo parte di una comunità composta da miliardi di persone con tutto il dinamismo, la cultura e l'opportunità economica che ci porta. Ma far parte di una comunità così grande crea molte sfide e ci fa desiderare l'intimità" – continua – "Con miliardi di persone, e più difficile trovare il proprio ruolo nella vita. Per il prossimo decennio, alcune delle infrastrutture sociali più importanti ci aiuteranno a ricostruire comunità più piccole per darci di nuovo quel senso di intimità. Questo è uno dei settori dell'innovazione di cui sono più entusiasta".

Un cambio generazionale decentrerà le opportunità creerà nuove forme di governance

E se ad alcuni potrebbe sembrare quasi un controsenso l'idea di Zuck di voler creare delle comunità più piccole, private e nello stesso tempo social, in molti converranno che il pensiero sulla decentralizzazione delle opportunità, guidato anche da un (ovvio) cambio generazionale nei prossimi 10 anni, potrebbe davvero aiutare diversi settori dell'economia che, a differenza di quello tecnologico, negli ultimi 10 anni sono cresciuti relativamente poco. "Negli ultimi dieci anni, la crescita più rapida dell'economia è stata nell'industria tecnologica. Nel prossimo decennio, mi aspetto che la tecnologia continuerà a creare opportunità, ma permettendo a tutti gli altri settori economici di poterla sfruttare meglio e crescere ancora più rapidamente" [..] "Uno dei motivi per i quali ho creato Facebook, era quello di dare voce alle persone" – continua – "Ma ho capito che questi strumenti non hanno ancora dato vita ad un vero cambio generazionale nell'affrontare le questioni importanti come desideravo. E penso che accadrà in questo decennio [..] "Oggi, molte istituzioni della nostra società non stanno ancora facendo abbastanza per affrontare le questioni che affrontano le nuove generazioni, come i cambiamenti climatici, i costi dell'istruzione e degli alloggi e l'assistenza sanitaria. Ma visto che i Millennials ormai possono votare, mi aspetto che questo inizi a cambiare rapidamente.

E nella sua sfera di cristallo, Zuckerberg vede anche l'arrivo di nuove forme di governance per le comunità digitali: "Non credo che le aziende private debbano avere la possibilità di prendere così tante decisioni importanti che toccano i valori fondamentali della democrazia", spiega. La strada che bisognerà percorrere? Quella della regolamentazione.