La riforma europea del copyright — così come è stata approvata ad aprile nonostante un parlamento spaccato a metà — sta per iniziare ad avere le sue prime conseguenze dirette sul panorama giornalistico online. Tra pochi giorni entrerà infatti in vigore in Francia la prima legge locale a recepire la direttiva europea in materia, che costringerà i colossi del web a pagare le testate giornalistiche per utilizzare il loro materiale (foto e riassunti degli articoli) nella produzione delle anteprime che propongono sui propri aggregatori, come Google News. Proprio Google però ha recentemente annunciato di avere intenzione di rispettare la norma a modo suo, e in risposta all'atteggiamento della società un gruppo di giornalisti francesi ha diffuso un appello che chiede ai governi dei Paesi EU di togliere alla casa di Mountain View ogni spazio di manovra al riguardo.

Cosa sta succedendo in Francia

L'ultimo capitolo dell'intricata vicenda si è aperto pochi giorni fa, quando Google ha effettivamente annunciato di non voler pagare le testate giornalistiche per le anteprime che fino ad oggi il gruppo sempre utilizzato per il suo servizio Google News. La normativa sul copyright imporrebbe a Google di farlo, ma la società ha preferito percorrere un'altra strada: dare ai giornali e ai siti che lo desiderano la possibilità di fornire gratuitamente alla piattaforma le loro foto e i loro riassunti; in questo modo le testate che aderiranno alla proposta continueranno a godere del traffico in arrivo dal motore di ricerca senza alcun cambiamento rispetto al passato. Di contro gli editori che non cederanno alla richiesta continueranno a essere ospitati sull'aggregatore, ma i link ai loro articoli consisteranno del solo titolo, senza alcuna immagine o descrizione che possa invogliare possibili visitatori a cliccare sul contenuto che li porterebbe poi effettivamente sul sito del giornale.

Una questione europea

La legge che costringerà i soggetti coinvolti a prendere una decisione in merito entrerà in vigore a fine ottobre in Francia, ma prima o poi tutti i Paesi (Italia compresa) dovranno recepire la medesima direttiva europea, motivo per cui l'appello lanciato dai francesi è rivolto ai legislatori di tutti i Paesi dell'Unione. Nella lettera aperta pubblicata in queste ore si descrive lo scenario che si è configurato come un ricatto, e si chiede ai governi di agire per rafforzare le leggi sul copyright a protezione del lavoro giornalistico. In realtà in questi giorni si sta semplicemente verificando esattamente quello che era stato previsto ben prima che la riforma sul copyright passasse l'esame del parlamento europeo — motivo per cui gli oppositori pensavano sarebbe stato opportuno ritoccarla prima di approvarla; ritornare adesso sul medesimo tema a livello europeo potrebbe essere un processo lungo e laborioso.